Il destino di Nadia Toffa. Dopo tanto affetto e solidarietà, sono arrivate le critiche

di Romolo Ricapito

Dopo l’affetto e la solidarietà, i siluri.

Sto parlando di Nadia Toffa.
Da Bruno Vespa, a Porta a Porta, una signora famosa raccontava la sua esperienza col cancro, ma alla fine criticava vivacemente  la Toffa, osservando che “dal cancro non si guarisce in due mesi” e che comunque sostenere di ” essere guarita ” in tv davanti a milioni di spettatori  è dare un messaggio sbagliato.
La donna si è dilungata con le sue critiche, aggiungendo  che ha dimostrato molto più stile Daria Bignardi, che ha confessato di avere avuto il cancro anni dopo la diagnosi.
A questo punto la conduttrice Monica Leofreddi, anche lei una delle “scampate”, garbatamente, ha risposto che comunque queste osservazioni ipercritiche erano esagerate per il rispetto dovuto a   chi ha sofferto.
Ma intanto sul web spuntano altre critiche di donne famose o di giornalisti proprio alla conduttrice delle Iene.
La si accusa, insomma, di esibizionismo, dunque di di messaggi “negativi”.
E quindi , di crogiolarsi nel suo male per una sorta di captatio benevolentiae nei riguardi degli spettatori .
Trovo tutto questo dibattito viziato.
Nadia Toffa ha agito nel modo che  ha ritenuto opportuno, svelando dopo mesi la vera  natura della sua indisposizione, che le aveva procurato un precedente ricovero, molto seguito dal pubblico, facente  seguito a un grave malore.
Probabilmente però l’esposizione mediatica, l’ aumento conseguente di fama e popolarità, ha suscitato influssi negativi, non da parte del pubblico, naturalmente solidale, ma da quei sofisti che nell’analizzare i grandi numeri (ascolti, popolarità, gradimento) iniziano a storcere il naso aprioristicamente, qualunque argomento si tratti e dunque anche rispetto a quelli tabù: la salute delle persone, di solito protetta da una naturale sacralità.
23 febbraio 2018

Lascia un commento