Polemiche. Il successo addirittura in salita del Commissario Montalbano è indice di regresso culturale?

 

Romolo Ricapito

di Romolo Ricapito

L’Italia, paese diviso per tante questioni, dalla politica alle polemiche sugli immigrati e quant’altro, si pacifica davanti al Commissario Montalbano.

Si inneggia all’ascolto record di ben 11 milioni di telespettatori, così come in precedenza si era fatto col Festival di Sanremo targato Baglioni e con la fiction su De Andrè.
Sembra che gli italiani siano ritornati in massa davanti alla tv, anzi, a Mamma Rai che come una canzone di Renato Zero ci insegna,  “ti allatta dall’antenna”.
In particolare è in atto la rinascita (serale) di Rai Uno, mentre in altri orari la rete ammiraglia aveva manifestato segni di stanchezza (vedi la Domenica In con le Parodi).
Questa felicità manifestata dai vertici Rai, ma anche dalle testate che ne registrano con evidenza il “Rinascimento”, non privato, ma pubblico, trattandosi appunto di “servizio pubblicom” è indice di salute della cultura e della voglia degli italiani di riunirsi davanti al focolare?
O non sarà anche un momentaneo “riflusso” favorito dalle temperature di febbraio, il mese più freddo dell’anno (altro gelo incombe per l’ultima settimana, prima dell’arrivo di marzo)?

Ad esempio, in estate gli spettatori calano rovinosamente e una prima serata con due milioni di telespettatori è ormai un successo.

Baglioni canta col Volo
Forse, a fronte di un incerto risultato delle prossime elezioni, di un futuro più che mai nebuloso, gli italiani, o meglio una parte di essi, si rifugia presso alcune certezze.
Montalbano è una di queste, poi come già visto Claudio Baglioni, che non è certo un adolescente (rimanda a canzoni sdolcinate e tenere degli anni Settanta) e infine il Principe Libero, ovvero Fabrizio De Andrè.
E se tali successi fossero, invece, l’effetto di una voglia di status quo, di agganciarsi a vecchi modelli, al risaputo per non volere cambiare, o meglio, per la “paura” di cambiare?
In questo senso, i dati Auditel andrebbero letti in maniera diversa, come l’affermazione di una restaurazione culturale che fa passi indietro nell’avanzata di idee nuove e del progresso.
21 febbraio 2018

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