La mania del fai-da-te nell’utilizzo degli scarti da  cucina imposta dai programmi televisivi

di Romolo Ricapito
Sembra ormai essere diventata una moda quella di certi programmi della fascia mattutina e pomeridiana che propongono ai telespettatori  di fare attenzione agli sprechi in cucina, per poi passare all’utilizzo di “rimedi della nonna“, atti a sostituire per le pulizie di casa o altro i classici detersivi o equipollenti.

Si inizia dall’avvertire che è male buttare il pane vecchio: quello del giorno dopo, o del giorno appresso ancora, si può riutilizzare per panzanelle oppure grattugiandolo per panare le fettine di carne.
Per lucidare le scarpe ho visto che utilizzavano in un talk show la buccia delle banane.
Per dentifricio, mischiavano altre sostanze reperibili tra gli scarti assommandole a  un po’ di bicarbonato.
E così via.
Tale cultura del riciclo, o del rifiuto dell’uso classico di prodotti industriali di uso comune, sta diventando comunque, secondo me, un’ossessione.
Si parte motivando questi atteggiamenti con l’attenzione al risparmio, col dire che è difficile arrivare a fine mese etc.
E poi assieme a qualche rimedio della nonna si aggiungono nuove astruse utilizzazioni di discutibili intrugli.
Credo che gli eccessi siano da allontanare.
Con le offerte speciali, i mercati rionali e altro gli italiani sanno benissimo come risparmiare..
Dentifrici fai-da te o altre “diavolerie” possono diventare nel tempo da una sorta di novità pronta all’uso da provare una volta, dei sistemi indigesti che occupano tempo inutile o che costituiscono una moda proposta da chi non ha necessità economiche strette, ma ama però per una forma di “narcisismo culturale”  indirizzare gli altri verso artifizi che alla fine invece di agevolare la vita quotidiana, finiscono per complicarla.
3 febbraio 2018

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