Lettera al Sindaco di Foggia del consigliere Antonio Vigiano sul problema mobilità disabili e sulla redazione del PEBA

Pubblichiamo la  lettera al Sindaco di Foggia del consigliere Antonio Vigiano sulle problematiche connesse alla mobilità delle persone disabili e sulla redazione del PEBA

Antonio VigianoSindaco di Foggia

Dott. Franco Landella

c/o Palazzo di Città

 

Foggia, li 15.01.2018

 

OGGETTO: Problematiche connesse alla mobilità delle persone disabili e redazione del PEBA.

 

Caro Sindaco,

            nei giorni scorsi mi è capitato di leggere su facebook un post di un ragazzo disabile che denunciava di essere caduto dalla sua carrozzella a causa delle condizioni pietose del marciapiedi posto nei pressi della propria abitazione.

            Quale umile servitore del popolo foggiano mi sono vergognato e ho sentito la necessità di porgere le mie scuse a questo ragazzo, come a tutte le persone disabili a cui comunque neghiamo la mobilità e la piena autonomia, in quanto non ci sono problemi finanziari che tengano di fronte alla integrazione delle persone disabili nella società, diritto questo di rilievo costituzionale.

            Con ciò non è mia intenzione soprassedere in ordine alle difficoltà economiche che attanagliano il nostro ente, da lei ricordate a giusta ragione in ogni occasione, ma nel contempo penso che sia nostro precipuo dovere garantire il “minimo sindacale”, intervenendo con la ditta che si occupa delle manutenzioni ordinarie affinché siano eliminate le voragini e le sconnessioni più importanti presenti sui marciapiedi cittadini, tra l’altro insidie anche per le persone normodotate, facendo più attenzione a quelle presenti nei pressi degli scivoli, affinché siano pienamente fruibili dalle persone in carrozzella.

            Certo che questa accorata richiesta possa essere accolta, in quanto a costo zero per il Comune di Foggia, che già paga la ditta che si occupa delle manutenzioni ordinarie, passiamo ad un altro argomento, consequenziale al precedente.

            La Commissione Socio Culturale, che ho avuto l’onore di presiedere fino a qualche tempo fa, è stata l’artefice della mozione PEBA (piano di eliminazione delle barriere architettoniche), che veniva approvata all’unanimità nella seduta di consiglio comunale dell’ormai lontano 22 giugno 2016.

            Ricordo a me stesso che la delibera portata all’attenzione del consiglio comunale veniva altresì emendata, così da prevedere che il conferimento dell’incarico per la redazione del PEBA fosse dato entro sessanta giorni dall’adozione della delibera medesima.

            Per quanto mi riguarda ritenevo poco praticabile quella tempistica, nel contempo ritengo che di tempo ne sia passato sin troppo e altro non debba più passare affinché si dia inizio alla redazione del piano, visto che, tra l’altro, in consiglio comunale è stata prevista una certa copertura finanziaria a tal riguardo.

            In molte delle sue interviste lei accusa i consiglieri comunali della sua maggioranza di un certo lassismo e auspica che gli stessi siano più partecipi nella risoluzione dei problemi della città. Proprio in quest’ottica, mi sono sempre interessato di pungolare l’amministrazione affinché il PEBA non rimanesse solo un proposito ma diventasse un risultato concreto portato a casa da questa amministrazione, non per il mio interesse politico e/o elettorale, ma nell’esclusivo interesse delle persone disabili della nostra comunità.

            Dapprincipio il mio interlocutore era l’assessore all’urbanistica, poi sostituito dal geom. Fattibbene dei lavori pubblici, poi sostituito ancora dal dirigente Ing. Paolo Affatato, il quale inizialmente mi riferiva che aveva provveduto ad interessare della questione un professionista della città di Campobasso, come se nella nostra città non vi siano professionalità altrettanto capaci, ed ora che si è in attesa della disponibilità dell’Università di Pescara, che ha già mostrato grande professionalità in materia.

            Come vede ho sempre cercato di sporcarmi le mani, uso termini suoi, per portare a casa il risultato del PEBA, ma ad oggi, benchè mi sia messo a totale disposizione degli uffici per collaborare con essi, i lavori sono ancora fermi al palo.

            Nell’ultima chiacchierata avuta con l’Ing. Paolo Affatato, dirigente che stimo, serio ed affidabile ma anche oberato da tanto lavoro, questo mi ha riferito che entro la metà di questo mese dovrebbe risentirsi con l’Università di Pescara per raccogliere la sua eventuale disponibilità ad occuparsi delle incombenze necessarie alla redazione del PEBA della nostra città.

            Anche se i tempi si sono già maturati, avendo fede nelle parole del detto dirigente, ribadisco persona seria ed affidabile, attendo con pazienza l’inizio delle attività per la redazione del PEBA fino alla fine del corrente mese di gennaio.

            Già le preannuncio però che se entro la fine del mese le attività relative alla redazione del PEBA non dovessero partire o quanto meno non dovessero essere calendarizzate, dal giorno 1 febbraio mi vedrò costretto ad iniziare lo SCIOPERO DELLA FAME, auspicando di non rimanere solo in questo che ritengo un gesto eclatante ma dovuto.

            Dovuto non perché, sia ben chiaro, abbia velleità nella competizione elettorale che ci accingiamo a vivere, ma dovuto nei confronti di chi ha il sacrosanto diritto di vivere appieno la propria città, gli uffici e le sedi comunali, le scuole e ogni altro edificio posto sotto la nostra egida, e che invece si scontra ogni giorno con la nostra indifferenza, che è poi la vera diversità.

            Nella speranza che non sia costretto a porre in essere il gesto eclatante che gli ho preannunciato, che considererei una sconfitta per tutti, ribadisco la mia piena disponibilità quale consigliere comunale, avvocato e umile cittadino affinché sia coinvolto in prima persona nelle attività di redazione del PEBA, che considero un atto di civiltà non più procrastinabile.

            L’occasione mi è gradita per porgerle i miei cordiali saluti.

                                                                                             

– avv. Antonio Vigiano –                                                                  

           

           

 

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