Elisabetta Canalis in Le Spose di Costantino: docu-fiction stramba, sembrava un vecchio film con Shirley Temple

di Romolo Ricapito
 Ho seguito il programma di Rai Due “Le spose di Costantino” rivedendo Elisabetta Canalis che ritorna allo spettacolo dopo una lunga assenza in America.
Ho ammirato l’inglese della  Canalis e anche quello del conduttore Costantino Della Gherardesca.
La parte che più mi ha incuriosito è stata quella che mostrava l’ex velina di Striscia la Notizia vestita con grembiule rosa mentre si improvvisava cameriera in una famiglia abbiente della Giamaica, dentro la loro casa in collina.
Vedendola chinarsi per raccogliere un malloppo di indumenti da lavare e poi infilarli in lavatrice, mi è venuto da pensare: anche lei sa fare i lavori di casa.
Un’altra scena clou è stata quando in una veranda la Canalis si dilettava a stirare, scambiando convenevoli col figlio del padrone di casa, un campione sportivo.
Precedentemente nello stesso programma la nostra starlette si era intrattenuta dentro abitazioni più umili, chiacchierando con le figlie dei padroni di casa,  studentesse.
Il risultato mi è sembrato un programma ibrido, a metà tra docu-fiction e telenovela sudamericana.
Oppure mi è parso di assistere a un vecchio film con Shirley Temple quando la celebre bambina destituita del suo prestigio perché il padre scomparso in guerra non poteva pagare la retta del collegio, viene impiegata con i lavori più umili.
Insomma, dietro lo scopo didattico, il programma mi è sembrato filmico, falso e se pure non brutto, artificioso.
12 gennaio 2018

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