Cecilia e Ignazio: perchè la loro storia d’amore non piace a nessuno (o quasi)

 

di Romolo Ricapito
Avevo giurato di non seguire più Il Grande Fratello Vip dopo l’esibizione di una relazione amorosa scoppiata nelle famosa “Casa”, diseducativa perché i due personaggi protagonisti la esibiscono senza nessun pudore.

Non si tratta di scandalizzarsi, ma la ragazza della coppia  (Cecilia Rodriguez ) ad esempio, afferma con disinvoltura “devo andare a fare pipì” aggiungendo poco dopo una parolaccia che indica l’organo sessuale maschile.
L’uomo della nuova accoppiata, 25 anni, Ignazio Moser  ha esibito con una frase la propria, diciamo così, frettolosità nel completare l’atto amoroso mentre una modella poco conosciuta ( discorso a parte) nel ruolo di “terza incomoda”  parla dell’espletamento delle sue  funzioni intestinali con probabile diarrea in pubblico.
Il programma è diseducativo non per questi motivi, ma soprattutto perché gli autori hanno introdotto negli studi televisivi che ospitano la finta casa  dei personaggi che in realtà famosi, dunque Vip, non sono per nulla e per la maggior parte.
Il fratello di Belen Rodriguez ad esempio non rappresenta nessuna celebrità seppure minimale, nel campo dello  spettacolo.
La sorella, ormai diventata per forza di cose famosa, Cecilia, aveva già partecipato all’Isola dei Famosi.- E’ dunque una professionista del reality show ma anche lei non dello spettacolo.
Il campione Francesco Moser, padre di Ignazio, colui al quale Cecilia si è legata nel corso del Grande Fratello, ha espresso preoccupazione per una futura nuova il cui mestiere precario:    avere posato per dei calendari.
Di contro, gli ascolti sono schizzati in alto per la love story di Cecilia e del giovane Moser, Ignazio.
Ma è passato soprattutto  il contenuto ai giovani che seguono la “rappresentazione”, perché di questo si tratta e non di una cosa naturale, che per diventare famosi, far soldi etc basta possedere non un curriculum vitae, ma essere parenti di qualche personaggio celebre, come nelle più odiose vicende di parentopoli all’interno delle Università italiane,  delle professioni di prestigio e in politica: ereditarietà di meriti senza meriti.

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