Gessica Notaro non perdona il suo persecutore e preferisce dedicarsi ai cavalli che le danno la forza per aiutare altre vittime di aggressioni e stalking

di Romolo Ricapito

Gessica Notaro, la Miss sfregiata dall’ex: “i cavalli mi aiutano a ricominciare”

Le brutte storie di fidanzate perseguitate e offese nel corpo da compagni indegni, gelosi e crudeli, che ne hanno compromesso la bellezza esteriore con il lancio di acidi sul viso (ma non quella interiore) purtroppo continuano.
Ma l’esempio che queste donne offrono, anche nel caso di Gessica Notaro, è incredibile e serve di aiuto e forza a tutte quelle altre  donne perseguitate che non hanno il coraggio di reagire.
Ho visto anch’io in un servizio televisivo questa coraggiosa ragazza   che si occupava di un cavallo all’interno di una scuderia.
I cavalli sono animali “terapeutici” che, stabilendo un incredibile rapporto empatico con chi se ne prende cura e li cavalca, guariscono i mali dell’anima.
E’ noto il loro utilizzo con bambini affetti da problemi psicologici e autismo.
E’ certo che gli animali sono esseri sensibili ma nello stesso tempo sapienti: intuiscono il dolore e la sofferenza dei padroni e stabiliscono con essi rapporti veri, di affetto ed empatia.
Non si tratta di preferire le bestie agli umani, ma di valorizzare esseri bisognosi di cure che però ricambiano queste attenzioni in modo disinteressato e speciale.
Sarà scontato, ma non lo è.
Gessica Notaro prima della tragedia

Eddy Tavares, l’ex compagno di Gessica, è stato condannato a 8 anni per stalking.

La Notaro non era  in aula: era presente invece a      una fiera di cavalli. Ma questa passione per gli equini non va intesa nemmeno come un rifugio dagli esseri umani: la ex partecipante di Miss Italia ha dichiarato che si  impegnerà  nel sociale per aiutare gli altri e per combattere stalking e violenze.
L’esempio di questa donna è ammirevole.
Non odia il suo persecutore, ma nemmeno  lo perdona. Lui, d’altra parte, si proclama ancora innocente, anche se la sua colpevolezza è acclarata. Una prova in più di una certa codardia maschile, che prima arma mani vigliacche e poi ritratta le  proprie responsabilità  per avere compiuto  gesti inumani, incivili e sconsiderati.

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