Italia Repubblica fondata…. sulle Regioni

Mauro Chirizzidi Mauro Chirizzi

I referendum regionali del veneto e Lombardia hanno fatto emergere le troppe contraddizioni esistenti in Italia nella gestione della cosa politica; voglia di cambiamento in senso federale spinge per un decentramento da Roma sempre più spiccato anche se solo in senso regionalista ed in particolare in senso autonomista fiscale .
Questa Italia a trazione Lombardo Veneta ultraregionalista spinge per trattenere quante più risorse possibili in loco cancellando sempre di più il principio mutualistico di solidarietà nazionale .
Da meridionale residente in Friuli Venezia Giulia ( regione a statuto speciale) mi rendo conto che v’è ancora una grande diffidenza nei confronti dei “meridionali” siano essi prodotti o uomini come anche una grande ostilità nei confronti di Roma e della politica in genere.

Logo- Südtiroler Volkspartei

Di fronte a tali umori l’Allerta ultra regionalista diviene un collante importante per formazioni autonomiste ed anche partiti nazionali che come in Trentino Alto Adige(sud tirolo) stringono patti di acciaio con gli autonomisti (vedasi accordi elettorali DCSüdtiroler Volkspartei ) pur di mantenere la propria governance .
Orbene di fronte a questa trazione anteriore settentrionale va contrapposta l’atavica “questione meridionale”che tra tante bellissime realta’ di imprenditoria e modernita’ soffre ancora un grave nanismo politico istituzionale .
Fino a qualche tempo fa si notava che i capolista dei maggiori partiti italiani si candidavano nei cosiddetti collegi sicuri ove non rischiando nulla si assicuravano una doppia elezione utile poi alla gestione politica delle famigerate segreterie di partito che consolidavano cosi’ la partitocrazia, malcostume della prima e seconda repubblica.
Penso quindi che se anche nel meridione d’Italia vi fosse quel fermento identitario ultraregionale che facesse emergere le grandissime peculiarità di territorio e produzioni probabilmente fioccherebbero anche nel SUD i referendum, ma devo sommessamente ricordare che ciò’ non avviene perché dalla Unita’ d’Italia in poi il meridione è’ stato sempre considerato come una questione e non già come una risorsa.
Territori bellissimi come la pianura di Metaponto con la foce del fiume Ofanto, ovvero la costa del Tarantino o anche quella dorata di Brindisi Sud sono stati sacrificati nel nome dell’interesse superiore nazionale ;
come anche le coste del basso Salento oggetto di realizzazione di un mega gas dotto ad opera de La Trans Adriatico Pipeline (Tap), società elvetico-norvegese, che ha pensato di spostare lungo la costa di San Foca, a pochi chilometri da Otranto, l’arrivo del gasdotto previsto a Brindisi. Così la provincia di Lecce rischia l’intasamento da gasdotti. Ad Otranto, infatti, arriverà anche la condotta della società italo-greca Edison-Depa che ha già ottenuto il via libera definitivo. Tutto ciò nella assoluta assenza di comunicazione preventiva nei confronti delle popolazioni e della economia locale ma soprattutto come è accaduto purtroppo con la ILVA di Taranto e La Megacentrale ENEL di Cerano (BR) senza alcuna pianificazione preventiva dei danni conseguenti in termini di impatto ambientale e rischio per la salute dei residenti.
Questa repubblica si dimostra sempre di più una Nazione schizofrenica che ha fortissime pulsioni autonomiste ed ultra regionaliste, ma conserva Istituzioni centrali quali la Presidenza della Repubblica le cui funzioni sono limitatissime rispetto a quelle di un Presidente di una Giunta Regionale .
Una riforma istituzionale a mio avviso non può essere se non nazionale e che soprattutto preveda ampi margini di autonomia per le eccellenze locali senza dimenticare il legame di coesione nazionale dettato dalla solidarietà e di piani di rilancio socio-economico per tutte quelle zone meno sviluppate e questo in chiave europeista .

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