Il Palazzo del Vicerè: ottima ricostruzione storica e descrittiva 

di Romolo Ricapito
Il palazzo del  Vicerè

Il palazzo del  Vicerè è un film storico-biografico co-prodotto da Gran Bretagna e India e diretto dalla regista indiana Gurinder Chadha.

L’opera, ambientata nel 1947 durante la fine del dominio britannico in India ( a Delhi)  e alla vigilia della separazione tra India e Pakistan, assembla vari elementi storici cercando   di  suscitare una certa empatia con la descrizione dell’amore tra due giovani di diversa religione, lui , Jeet, un poliziotto indù a servizio nel palazzo del Vicerè (Lord Mountbatten)  lei, Aalia  una musulmana  assoldata  nello stesso palazzo come dama di compagnia della figlia del  governante britannico,  Pamela,  diciottenne.
Le due ragazze sono più o meno coetanee :  ma  Aalia  è stata ” promessa sposa” dall’anziano padre ad un   uomo di sua fiducia  e nella logica di questa tradizione familiare la giovane  vi si adatta docilmente, anche se controvoglia.
Edwina, moglie di Mountbatten (Gillian Anderson)  sembra il personaggio più illuminato: si rende conto che dopo 300 anni di dominio inglese la nazione indiana è formata quasi totalmente da analfabeti e la moria di bambini è spaventosamente elevata..
Lord Mountbatten interpretato da Hugh Bonneville   si mantiene su posizioni più istituzionali, manovrato come un  fantoccio dalla Nazione a cui appartiene.
E poi ci sono le divisioni tra indiani per etnie, le ambizioni di  separatismo del  Pakistan, l’insofferenza verso gli inglesi visti ormai come invasori e infine la partizione, ovvero la separazione tra nazioni decisa dall’alto che per  il  Mahatma Gandhi ( compare nel film assieme ad altri personaggi in vista dell’India e del Pakistan) sarà causa di  sofferenze.
La materia è vasta e il film si mantiene sul didattico, cercando di informare o meglio illustrare gli elementi  storici, tentando poi di appassionare con  altre componenti    romantiche e politiche.
E’ chiaro che l’opera, fastosa  e ben curata , si appresta per l’allestimento e lo  sforzo degli sceneggiatori (tra cui la stessa regista) ad essere apprezzata  (e recepita) dal pubblico.
Il rischio però, trattando tanti elementi differenti da associare “per forza”, è di mettere tanta carne  al fuoco e infatti Il Palazzo del Vicerè non soffre di mancanza di qualità, ma potrebbe risultare, come i film di questo genere, inibente per tocchi autoriali e picchi di fantasia.
Infatti la regista-sceneggiatrice impone e si impone il rigore della rappresentazione che deve necessariamente essere impostata come un prodotto artistico se non eccellente e impeccabile, almeno di evidente sforzo, qualità e impegno.
Ad avere a meglio sono gli attori indiani, ovvero i protagonisti della love story, interpretati da Huma Kureshi e Manish Dayal.

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