Annabelle 2: Creation: successo forse previsto, ma ingiustificato

Annabelle 2: Creation.

Romolo Ricapito

di Romolo Ricapito

Uscito il 3 agosto in molte sale della penisola, è subito balzato in tasta agli incassi Annabelle 2: Creation.

Annabelle 2: Creation.Trattasi del secondo episodio della “saga” della nota bambola malefica, che in realtà si era vista già nei film della serie The Conjouring.
Assistiamo in questo “prequel” all’ideazione dell’orrenda bambola da parte di un giocattolaio: essa è il primo esemplare di una serie limitata.
L’azione ha  inizialmente luogo negli anni ’40: il giocattolo è il testimone involontario dell’incidente stradale mortale che coinvolge Annabel Mullins, figlia unica. Dodici anni dopo i coniugi Mullins ospitano  nella loro “inquietante” dimora situata in una zona desertica le orfane di un collegio religioso, gestito da  Suor Charlotte.
Mentre la protagonista assoluta del film è la poliomielitica Janice, una bimba bionda dallo sguardo innocente . Talitha Bateman le dà  sufficiente consistenza.
Il difetto del film, condotto in maniera classica da David F. Sandberg è quello, principalmente, di sfruttare gli elementi usuali dei film dell’orrore creando una sorta di “attesa” che, tra porte cigolanti e inquadrature della bambola “Annabelle”, gigantesca quanto insignificante, non porta a nulla.
Questa lunga  introduzione dunque irrita il pubblico di giovanissimi accorso in sala, formato anche da molti teppistelli vocianti e molesti che disturbano la proiezione (ma ci è stato assicurato alla cassa del cinema che questo avviene durante tutti gli orari della programmazione ).
E’ evidente che la sceneggiatura è insufficiente a sostenere una confezione comunque pregevole, ma senza grandi apporti di idee o  guizzi artistici.
film Annabelle 2: Creation.E così il film decade completamente, rivelandosi un sequel, o meglio  un prequel, insignificante.
La presa di mira della ragazzina paralitica da parte delle “forze del male”  è poi  politicamente scorretta, quasi come se la disabilità fosse un incentivo per i demoni nello scatenarsi.
Infine negli ultimi 20 minuti l’horror si riscatta, ma solo in parte, grazie a una risoluzione che soddisfa abbastanza, ma è comunque inutile a supportare tutto l’andazzo precedente .
  Della sceneggiatura piuttosto banale, se non imbarazzante, si apprezza appena il ruolo di Suor Charlotte, interpretata da Stephanie Sigman perché ella attraverso le sacre scritture è forse l’unico personaggio accettabile del contesto, ovvero  la religiosa tramite la sua fede sa motivare gli accadimenti malefici e dare ad essi un senso. Che altrimenti non avrebbero.
Il pozzo che terrorizza si è già visto in  The Ring e così per altre soluzioni.
Nel film ha importanza la canzone You are my sunshine, del 1939, alla quale naturalmente è abbinato un effetto malefico. Il brano è eseguito da Jimmie Davis, un cantautore successivamente entrato in politica e la cui canzone più famosa è stata oggetto nel 1999 di una stella sulla Walk of Fame. Davis infine fu governatore dalla Louisiana per due mandati e fino al 1964.

Lascia un commento