Festival della Valle d’Itria: Atmosfere tipicamente Pugliesi per l’opera di Piccinni “LE DONNE VENDICATE”

di Clelia Conte

Altro appuntamento col Festival della Valle d’Itria a cui ho assistito si è svolto nella Masseria Luco di Martina Franca. L’opera, “Le donne vendicate” di Niccolò Piccinni del 1763, è ispirata all’opera buffa di Carlo Goldoni con la revisione critica di Francesco Luisi e concessa dalla Società dell’Opera Buffa. Realizzata inoltre con la preziosa collaborazione del Piccolo Teatro di Milano, l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.

 

 Ferdinando Sulla maestro d'orchestra
Ferdinando Sulla

La rappresentazione, con la regia di Giorgio Sangati, formatosi al Piccolo Teatro di Milano e il giovane maestro concertatore e direttore d’orchestra Ferdinando Sulla, che ha diretto l’Orchestra ICO della Magna Grecia  ha avuto come protagonisti Manuel Amati (Conte Bellezza), Chiara Iaia (Lindora), Carlo Sgura (Ferramonte) e Barbara Massaro (Aurelia).  L’attore Marco Fragnelli (anche assistente alla regia), ha interpretato la parte del maggiordomo-mimo. rimane impressa la scena nel quale balla simulando una donna assieme al conte Bellezza terminando con il casqué.

Al tempo di Piccinni e Goldoni, nel settecento, la figura delle donne era migliorata rispetto al passato medioevo ma la cultura era ancora cosa da uomini, quindi l’autore presenta un Aurelia fuori dalle righe per quell’epoca. Il regista, Giorgio Sangati ha voluto così ambientare l’opera nel periodo delle suffragette (inizi novecento) nel quale le donne prendevano coscienza dei loro diritti. Sono loro infatti che aprono simpaticamente il lavoro. Queste figure femministe, impersonate da Roberta CarbottiRoberta LoparcoAsia Salamone e Tania Vinci entrano all’inizio dell’opera in scena con dei vestiti bianchi e cappello, tipici di quell’epoca,  distribuendo volantini al pubblico. Ad un certo punto corrono via quando parte la performance.

 

Il cast è composto da giovanissimi artisti come il bel Manuel Amati (21 anni), nato a Martina Franca con voce da tenore e proveniente dall’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Ho avuto modo di incontrarlo al convegno su Celletti e così ho colto l’occasione per fargli qualche domanda.

Mi ha manifestato con grande umiltà e saggezza la sua felicità per il debutto come protagonista proprio nella sua terra. Guardandomi poi con quegli occhioni color chiaro cangiante mi ha detto:  –“Oltre al successo ho avuto modo di vivere il Festival in prima persona. Quando la città cambia aspetto, in questo periodo noi artisti ci possiamo incontrare, conoscere e confrontarci. Per noi è un arricchimento… Sono felice di aver vissuto il successo da protagonista proprio a Martina anche se la strada per me è ancora lunga”.

 Barbara Massaro e Chiara Iaia
da sin. Barbara Massaro e Chiara Iaia

I soprani Barbara Massaro e Chiara Iaia, hanno saputo tener testa in modo egregio alle arie del Piccinni soprattutto nelle zone acute.  Le protagoniste hanno presentato vocalmente i personaggi rispettivamente di Aurelia, ragazza colta e maschile, (rivoluzionaria per quei tempi), con una voce imponente e piena e Lindora, tipica donna classica, più femminile e sensibile ma che al momento giusto tira fuori la sua astuzia. La Iaia per questo personaggio ha espresso un timbro di voce più delicato mostrando alla perfezione la sua personalità.

Sorprendente la voce baritonale di Carlo Sgura che scrive così su facebook in seguito al successo della prima presentazione: –“Dopo una serata che rimarrà salda nella memoria per le emozioni, gli abbracci, i sorrisi delle persone che appartengono al mio cuore, voglio ringraziare chi ha fatto sì che vivessi “un Sogno lungo una vita intera”-.

La voce dell’artista è apparsa valida e matura per la sua giovane età. Sgura ha dimostrato inoltre bravura nell’animare in modo simpatico ed anche comico il personaggio dello spavaldo e un po’ vigliacco Fieramonte, uomo innamorato, di Aurelia che vuole vendicare le fanciulle contro il conte Bellezza che a sua volta le aveva disprezzate.

Nell’insieme i giovanissimi artisti in questa originale e vivace rappresentazione, sono riusciti in più punti a strappare al pubblico, sorrisi ed applausi. L’unica nota che eccepisco è che nella splendida atmosfera della masseria Luco le sedie degli spettatori erano disposte in discesa e quindi chi si  è seduto nelle ultime file non vedeva che le teste degli artisti in scena. Comunque sia,anche per i mal capitati ne è valsa la pena.

Pubblicato il 30 Lug 2017 alle 17 : 53

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