Presentata al Wind Summer Festival su Canale 5 canzone “Mi drogherò” di Irama sulla dipendenza amorosa. Gli artisti che invece inneggiavano alle droghe fino alla denuncia di Venditti

di Romolo Ricapito

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Sconcerto al Wind Summer Festival a Canale 5. Irama ha proposto una canzone dal titolo forte: Mi drogherò.

In realtà il giovane artista aggiunge nel testo: di te.
E’ chiaro che si tratta di una provocazione, tanto forte da avere  fatto specificare alla presentatrice Alessia Marcuzzi dopo l’esecuzione  il significato “vero” del brano . Anche Irama ha voluto sottolineare con la sua frase: “abbasso le droghe” il rifiuto di qualsiasi equivoco, o speculazione.
Ma in passato però i cantanti non si censuravano, inneggiando senza problemi ai “paradisi artificiali”:
nel 1977 Ian Dury portò al successo la canzone Sex and drugs and rock and roll e  in essa inneggiava chiaramente alle droghe come “companatico” del sesso.
Pochi si scandalizzarono anche perché i Beatles molti anni addietro accennarono all’Lsd in Lucy in the Sky With Diamonds, brano chiaramente psichedelico.
La ragione per la quale il pubblico accettava questo tipo di musica era perché essa aderiva pienamente alle usanze e al pensiero degli artisti nel periodo  Sessanta-Settanta, nel quale il consumo di droga era diffuso abitualmente tra i musicisti, epperò     gli effetti nefasti dell’abuso di stupefacenti non erano ancora entrati nella mentalità di chi avrebbe potuto organizzare una  seria prevenzione (scuola, politici, società).
Il diffondersi della droga in tutte le classi sociali sul finire degli anni Settanta e per tutti gli anni Ottanta e Novanta iniziò a mutare la percezione del pubblico, che pur non allontanandosi dagli idoli “alterati  ” ne prendeva ideologicamente le distanze E così se Jim Morrison scrisse la bellissima The End sotto l’effetto di potenti allucinogeni (il titolo tradotto vuol dire La Fine, insomma il testo  ha previsto la morte precoce dell’artista a soli 27 anni) , Antonello Venditti negli anni Settanta già si distanziava da questa cultura denunciando in Lilly l’abuso di eroina da parte di una giovane donna.

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