“American Honey”: capolavoro tutto da scoprire proiettato all’interno della rassegna barese Del racconto, il Film

E’ stato proiettato in occasione del Festival  estivo “Del Racconto, il Film” in Largo Adua il capolavoro “American Honey” della regista Andrea Arnold.

di Romolo Ricapito

La pellicola, in lingua originale, è un lungo viaggio on the road nell’America d’oggi, che vede protagonisti un gruppo di giovani reclutati da una “formatrice” (Krystal) e portati in viaggio su un furgone bianco, allo scopo di vendere riviste di vario genere porta-a-porta attraverso il Midwest.
Ma le riviste non usano più: la gente, distratta da internet, è poco interessata alle proposte dei  venditori semi-improvvisati che allora, per ordini dall’alto, ricorrono a sotterfugi e bugie, pur di piazzare gli abbonamenti.
Protagonista assoluta è Star, l’esordiente Sasha Lane (nella vita dichiaratamente bisessuale) una ragazza di colore che non si adatta alle regole della cosiddetta vendita ma che intrattiene immediatamente una relazione molto intensa a base di sesso con Jake (Shia LaBeouf) il “vice” di Krystal (Riley Keough, figlia di Lisa Maria Presley) del quale è l’amante.
La pellicola trae il suo maggiore interesse dalle situazioni convulse che emergono da un copione apparentemente prevedibile.
Infatti mentre ossessivamente viene proposto il viaggio all’interno del  furgone, unitamente  alla  visione di panorami e paesaggi e quindi  la permanenza in diroccati motel, con il corollario di canti e balli sfrenati dell’eterogeneo gruppo di giovani, comprendente ad esempio l’anoressica Pagan, l’imprevedibilità sorge costantemente, generando un’attesa drammatica e un pathos che tra ironia (ma molto stemperata) e dramma, porta il film su vette di alta qualità.
E’ chiaro che il personaggio di Star, una sorta di “Amélie” icastica e nello stesso tempo dolce, nella sua pretesa di onestà e verità all’interno di un contesto ipocrita, è il fulcro della narrazione, epperò il  contraltare di  Jake, il bellone della situazione- ed  eroe “negativo”- è eccezionale nel contrasto, una sorta  insomma di James Dean d’oggi.
Il coincidere della personalità del’attore Labeouf e del carattere di Jake  (l’interprete è spesso arrestato nella vita reale  per ubriachezza molesta e uso di droghe, anche in questo mese di luglio) testimonia che l’attore  è stato ben scelto, ma azzeccato è anche il personaggio di Krystal, la “capa-formatrice” del gruppetto di sbandati (l’attrice Riley Keough  come accennato, è nipote del mitico Elvis Presley)  la quale dietro una  accesa severità e la proposta a oltranza di regole ferree attinenti l’attività commerciale, nasconde perversità e freddezza.
L’interpretazione di Keough è perfetta mentre i vari personaggi occasionali che si succedono nella narrazione sono pregni di significati, come la ricca signora con figlia adolescente scettica sulle proposte dei venditori molesti, il gruppo di ricchi texani amanti dei liquori forti, l’operaio del petrolio che intrattiene un’occasionale rapporto sessuale con Star etc.
Il limite del film potrebbe essere la durata eccessiva, che sfora le due ore e mezzo, il che potrebbe averne impedito la distribuzione sul territorio italiano.
Epperò American Honey è un film enciclopedico che dice di più sugli Usa di mille articoli o servizi televisivi.
Trattasi di una nazione in bilico tra ingenuità e corruzione, popolata da cittadini che credono ancora nel sogno americano, come i due protagonisti-amanti.
 Pubblicato il: 24 Lug 2017 alle 21 : 32

Lascia un commento