Sergio Castellitto, l’amaro in bocca dopo il premio al Festival di Cannes a  Jasmine Trinca:  Fortunata piace solo in Francia?

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di Romolo Ricapito
 

Sergio Castellitto

Sergio Castellitto si è lamentato pubblicamente della disattenzione degli addetti ai lavori italiani riguardo la sua ultima opera Fortunata, premiata a Cannes nella fisicità della sua protagonista, Jasmine Trinca.

Insomma, ciò che delizia i francesi lascia indifferenti o quasi i critici di casa nostra.
Pur non avendo ancora visto Fortunata, tenterei una spiegazione.
Innanzitutto a Cannes si è visto anche Roman Polanski, 84 anni, che ha presentato la sua ultima opera, una sorta di thriller al femminile, protagonista la moglie. Emmanuelle Seigner.
Della Seigner, quasi 51 anni, si è scritto con una certa noia,  mettendolo anche nero su bianco,  l’apprezzamento, si fa per dire, “lineamenti induriti” come si è letto sul Corriere della Sera.
Tento adesso allora una spiegazione del trattamento poco gentile, vero o presunto destinato dagli italiani al cinema di Castellitto.
Se in Francia magari apprezzano ancora Polanski, ma non si aspettano niente di nuovo dal suo cinema, altrettanto vale, o varrebbe, per Castellitto, le cui regie e opere sono ovviamente influenzate dalla moglie scrittrice di successo, Margaret Mazzantini.
In pratica, le ditte unifamiliari verrebbero a noia ai conterranei di certi registi europei, perché evidenziano una troppa autoreferenzialità.
Se dunque la lirica estetica di un cineasta è gradita, due voci all’unisono che producono o impongono prodotti coniugali finiscono per stancare, o comunque per non entusiasmare.

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