Il testamento di Don Liborio in scena all’AncheCinema Royal

Sul palco dell’AncheCinema Royal di Bari sabato 27 maggio 2017, con sipario alle ore 21.00, “Il testamento di Don Liborio” di Umberto Rey. In scena una piece teatrale misteriosa e profetice,uno spettacolo originale per narrare le verità nascoste dietro l’Unità d’Italia a centocinquantasei anni di distanza dalla sua costituzione.

La piece, tratta dall’omonimo libro da poco pubblicato per i tipi della Edizioni Giuseppe Laterza, sarà rappresentata dall’autore nonché regista Umberto ReyArmando MerendaBruno VerdegiglioGiuseppe AversaDario DianaAnnalisa BoniTeresa CellamareBenedetta Passaquindici e Mina Albanese. La colonna sonora e sigla sono firmate Angela Montemurro Lentini, il disegno sonoro e la voce narrante sono di Giuseppe Aversa. Direzione di produzione affidata a FaBrizio Stagnani.

Biglietti in prevendita disponibili al botteghino dell’AncheCinema aperto nei giorni feriali dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 19.00 quando ci sono eventi e online su circuito BookingShow. Informazioni sms/whatsapp al 3296112291. Il parcheggio convenzionato in Corso Italia 45.

Umberto Rey, autore e regista del progetto: “Chiedendo ad un italiano qualsiasi chi fossero, chi sono stai, i padri di questa nazione tutti mi rispondono, ci rispondono, Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini. E’ vero loro sono stati i padri, loro sono stati coloro che hanno fecondata l’Italia, ma chi l’ha allevata, chi ha formato l’Italia sotto il profilo morale, culturale e politico, sono stati anche Don Liborio Romano e la figura di Filippo Curletti. Questa verità è nella piece teatrale, nell’omonimo libro e domani in un film. “Il testamento di Don Liborio”. – e sottolinea ancora – A partire dai libri scolastici ci viene raccontata una storia non attendibile in merito al Sud Italia. Si sa, sono sempre i vincitori a scegliere cosa raccontare, i Savoia in questo caso. Il meridione paga ancora questo scotto, ma con riferimento ad atti, documenti, verbali, citazioni e ricerche condotte da importanti storici è possibile cambiare punto di vista.”La storia ufficiale in Italia ha omesso per circa 150 la verità sui fatti accaduti nel 1860; il motivo è semplice; la storia è dettata dai vincitori che la raccontano come vogliono: il più delle volte “ciò che appare” è molto diverso da “ciò che è” realmente e , spesso, quelli che noi a torto riteniamo i Protagonisti della Storia, anche di quella attuale, non sono altro che Burattini manovrati da Burattinai che lavorano nell’ombra e che muovono le fila degli eventi e degli accadimenti umani. Con la presente opera si vuol far luce, quindi, su ciò che è realmente accaduto, ma solo per chiarire una volta per tutte chi siamo, da dove veniamo e chi sono i nostri veri padri; lo sforzo indagativo dei cinque protagonisti è proiettato nel tentativo, arduo, di dare una risposta a quell’enorme enigma dell’Unita d’Italia che è stata cosi determinante per il destino delle popolazioni meridionali, non solo dell’epoca, ma anche delle generazioni successive . Dopo due anni di ricerche, indagini e confronti con storici informati dei fatti, debutta per la prima volta la piece teatrale “Il testamento di Don Liborio-Padre d’Italia” al teatro Angioino di Mola di Bari. Evento attessissimo ed unico nel suo genere, mai, dopo 156 anni circa si ha avuto il coraggio di mettere in scena un dramma storico cosi intrigante e clamoroso. La potenza dell’opera inevitabilmente coinvolgerà e cambierà la visione delle nostre origini e della conoscenza storica che le istituzioni scolastiche pubbliche ci hanno raccontato. Nell’era della condivisione e della interattività grazie al web, le verità storiche diventeranno un punto di riferimento collettivo.

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