BARI- Tavola Rotonda sulla Pace come mezzo per l’integrazione europea

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felice uricchio
Antonio Felice Uricchio

di Clelia Conte

foto di Francesco Guida

Se riflettiamo su quale potrebbe essere il miglior mezzo per l’Integrazione europea, sicuramente dalla scintilla che ha generato in Altiero Spinelli l’idea di una Europa federale, potremmo arrivare ad una fondamentale soluzione: la Pace. Su questo tema, in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, si è tenuta la tavola rotonda nell’Aula Starace del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro dal titolo “La Pace: scommessa vincente dell’integrazione europea”.

L’evento, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche in collaborazione con il Centro di Documentazione europea, lo Europe Direct

Raul Caruso

Puglia, il Movimento Federalista Europeo Puglia, puntava sul rilancio del processo europeo iniziato 60 anni fa, facendo infatti riflettere sui traguardi raggiunti e sulla necessità di una maggiore integrazione. L’incontro  ha avuto inizio coi saluti del Rettore dell’Università degli studi di Bari, Antonio Felice Uricchio.  Alla tavola rotonda, ha partecipato Raul Caruso, docente all’ Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore CESPIC, che ha trattato il tema della difesa ponendo il problema della frammentazione dell’industria militare perciò solo l’integrazione della difesa porterebbe di conseguenza all’economia della pace.

Giorgio Anselmi

E’ intervenuto anche Giorgio Anselmi – Presidente nazionale Movimento Federalista Europeo. Il Professore ha chiarito che i Padri fondatori hanno dato si una risposta per raggiungere una integrazione europea ma oggi non basterebbe più poiché  è l’Europa federale la risposta alla pace. Per un processo di integrazione europea è necessario un modello cooperativo degli Stati membri e non competitivo poiché da quest’ultimo ne conseguirebbero solo disastri ambientali e guerre. Non può esistere un sistema statico in un mondo dinamico e quindi necessita un equilibrio nuovo multipolare. Il processo d’integrazione ha subito delle crisi e per quanto riguarda il necessario processo d’integrazione, i federalisti europei pensano di avere un’idea giusta ma i governi sono gli strumenti per creare un potere nuovo e ciò sta avvenendo. Dopo la Brexit, le elezioni vanno

verso la direzione europea (elezioni in Olanda e Francia). In seguito, Anselmi ha citato la grande partecipazione alla marcia per l’Europa tenutasi a Roma  il 25 marzo scorso, in occasione dei 60 anni dai trattati di Roma, dimostrando in conclusione che “sull’Europa si può vincere e si può vincere bene!”.

Silvano Marseglia e Pier Virgilio Dastoli
Silvano Marseglia e Pier Virgilio Dastoli

Pier Virgilio Dastoli – Presidente Movimento Europeo Italia, ha iniziato parlando del il manifesto di Ventotene che ispirandosi a svariati testi, risulta espressione concreta e non ideologica della fine della guerra, tempo in cui era sperata una democrazia-sovranità assoluta, stato-nazione con il sistema federalista per creare una situazione di pace. Per 70 anni è stata garantita la pace e l’UE, infatti, nel 2012 ha ricevuto infatti il premio Nobel per la Pace. Dastoli, ha poi parlato di guerre e flussi migratori “Abbiamo le nostre responsabilità per lo scenario di guerra nella zona mediterranea orientale (Siria). Non siamo stati in grado di garantire la dignità umana”. Per quanto riguarda la problematica dei flussi migratori, il Presidente del Movimento Europeo ha inoltre affermato che non dovrebbe fare una distinzione tra chi chiede asilo e gli fra gli immigrati economici perché sarebbero la stessa cosa in quanto tutti vivono nel loro Paese una situazione tremenda. Secondo lui, Pace vuol dire garantire anche a queste persone la dignità umana perché si sono creati dei muri e non dei ponti. Perciò per arginare il problema si ha bisogno di supporti logistici per le azioni umanitarie verso il flusso migratorio con militari. Essi non dovranno servire per fare la guerra. Abbiamo però bisogno di un esercito unico e di coordinare i nostri sistemi informatici. Poi si è espresso sugli attentati affermando che i terroristi sono già dentro e vivono nei nostri Stati perciò è inutile chiudere le frontiere. Sono infatti le associazioni di Intelligence europee che devono cooperare per combattere il terrorismo interno.

Silvano Marseglia – Presidente europeo Associazione Europea degli Insegnanti, ha citato il Manifesto di Ventotene e la CECA, come prima pietra verso la federazione. “E’ necessario formare una

Ennio Triggiani

coscienza comune nei giovani e nei cittadini” secondo il professore, è necessaria un’educazione al confronto internazionale ed una promozione di un dialogo interculturale e interreligioso. Inn seguito ha citato il Papa per il quale bisogna essere costruttori di ponti ed imparare a dialogare. E’ dalla scuola quindi,ha concluso Marseglia, che si deve trasmettere l’idea di un’Europa solidale e aperta. “Può sembrare un’utopia ma bisogna formare i cittadini per realizzare un mondo di pace.

Ennio Triggiani, Direttore Dipartimento di Scienze Politiche di Bari, rifacendosi al discorso della costruzione di muri, ha affermato che “non si può ingabbiare il futuro dei cittadini europei”. Per quanto riguarda il disorso della pace, ha citato Altiero Spinelli che aveva dato una risposta politico-istituzionale di valore enorme. Per costruire una integrazione europea, la carta d’identità sono i diritti fondamentali. I governi ancora difendono i loro poteri ed in tale modo l’Europa è votata al suicidio se non si rinunzia  ad essi. Il processo federale va fatto comprendere ai cittadini. Per ciò che riguarda la difesa, Triggiani ha parlato dell’assurdità degli eserciti “bonsai” che richiedono dei costi fortemente superiori rispetto ad un esercito europeo comune agli Stati membri e che si dovrebbe parlare molto di più di welfare sociale.

Simona Ciullo

La Tavola rotonda è stata moderata da Simona Ciullo, Segretaria regionale Movimento federalista europeo – Puglia che ha parlato di questa iniziativa voluta fortemente per i 60 anni dai Trattati di Roma. Da questo periodo storico i Paesi dell’ UE hanno vissuto bene e senza guerre, perciò è giusto stimolare la partecipazione della comunità civile e studentesca pugliese al dibattito internazionale sul futuro dell’Europa anche alla luce dei recenti fatti di sangue, (ultimamente la tragedia al concerto di Ariana Grande a Londra).

Pubblicato il: 26 Mag 2017 alle 11 : 43

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