Bifest terza serata al Teatro Petruzzelli : un premio al cinema dell’eccellenza di Pupi Avati e in anteprima Unlocked, film troppo adrenalinico

di Romolo Ricapito

In occasione della terza giornata del Bifest (22-29 aprile) il Teatro Petruzzelli  ha ospitato l’anteprima internazionale del film diretto da Michael Apted  “Unlocked” (Codice Unlocked) proiettato in lingua originale con sottotitoli in Italiano.

Michael Apted
Prima però la premiazione  per alcune categorie cinematografiche, preceduta dall’esibizione del flautista  Michele Bozzi che ha eseguito alcune arie tratte dal film “Il Gattopardo“, accompagnato al pianoforte da Maurizio Zaccaria.
Il giornalista Enrico Magrelli ha quindi introdotto i premi, nominando i giurati appartenenti a testate autorevoli e  facenti riferimento a Franco Montini, presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, che ha gestito le votazioni.
Il Premio Alberto Sordi al Migliore Attore Protagonista è andato a Francesco Acquaroli per il film Sole, Cuore, Amore diretto da Daniele Vicari.
Acquaroli è un caratterista che affronta spesso personaggi non simpatici, trasformandoli in caratteri umani empatici.
L’attore dal palco ha lodato il cinema di Vicari, che è di denuncia e assieme di attualità. Il premio per il Miglior Soggetto  è stato assegnato a L’Ora Legale e ai cinque sceneggiatori Salvatore Ficarra,  Valentino Picone, Edoardo De Angelis,  Nicola Guadagnone  e Fabrizio Testini.
Prima dell’afflusso sul palco di questi ultimi, con la sola eccezione di Ficarra, assente, Magrelli ha chiamato sulla scena  come madrina della premiazione l’attrice Chiara Caselli che presiede la giuria del Panorama Internazionale.
La Caselli, che è anche regista, si è presentata in pubblico con un abito color vinaccia, senza maniche, dal taglio semplice e impreziosito da una lunga collana dorata, al quale ha abbinato un paio di scarpe bianche décolleté stile mocassino, dal tacco medio.
Valentino Picone in rappresentanza dei premiati ha portato il saluto e il ringraziamento del partner Ficarra.
Ancora, Pupi Avati ha ricevuto il premio Federico Fellini per l’eccellenza cinematografica.
Avati ha chiesto subito un applauso per Ettore Scola, presidente onorario del Bifest, lodando l’atmosfera della manifestazione e l’energia della città di Bari alla quale è legato da motivi personali.
Infatti il regista, figlio di una famiglia contadina, quando poteva si trasferiva in estate  coi suoi presso degli zii baresi, che gestivano un’attività commerciale davanti al Teatro Petruzzelli. Bari è la sua città del cuore dunque perché sua madre vide qui da noi per la prima volta il mare. Le motivazioni del premio attengono alla capacità di Avati di spaziare dall’horror alle serie tv di  successo raccontando in esse, ma anche nei film, il suo amore per la musica e soprattutto il jazz.
immagine tratta dal film Unlocked

Il film Unlocked presenta un intrigo internazionale di stampo terroristico atto a destabilizzare e colpire le capitali europee.

All’interno di tale atto criminale, si ipotizza una guerra chimica.
E’ una pellicola elegante e dalla fotografia  patinata che privilegia i colori accesi. Un Michael Douglas nei tratti sempre più senili è quasi la copia perfetta delle fattezze del padre Kirk (100 anni) nella maturità.
Douglas ha una voce profonda, a tratti gracchiante, ma la protagonista è Noomi Rapace, nel ruolo di un’agente Cia stile Wonder Woman.
E’ possibile rendere collaborativa la manovalanza incaricata da imam senza scrupoli di terrorizzare il mondo con vili attentati alla ignara popolazione civile?
Insomma, rieducare i terroristi. E magari arruolare giovani extracomunitari come collaboratori occasionali dei servizi segreti.
Parrebbe di no, in quanto dietro il terrorismo esisterebbero reti di protezione occidentali che, intercettate le intenzioni eversive, le introiettano e sfruttano per compiere una propria eversione con motivazioni di potere fine a sé stesso.
Tra tanti infiltrati speciali, lotte corpo a corpo all’ultimo sangue, morti ammazzati sia dalla parte dei buoni che dei cattivi, la pellicola risulta troppo sovrabbondante, adrenalinica e, con lo spunto dell’opzione educativa -sfruttando  paure attuali – si trasforma in un blockbuster commerciale, col pregio però di una buona qualità almeno di facciata.
Una pellicola con una donna eroina e karateka alla James Bond che include nel cast il bravissimo Orlando Bloom in un ruolo insolito e l’altrettanto capace John Malkovich.
Pubblica il: 25 Apr 2017 alle 11 : 53

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