Bifest: fischiato Riccardo Scamarcio. L’attore al circolo Barion ha contestato il cinema buonista ma non sono piaciuti i toni troppo polemici

Riccardo Scamarcio- Bif&st Bari,Barion 25 apr,2017

di Romolo  Ricapito     

Francesco Guida

foto di Francesco Guida

Incontro piuttosto movimentato quello con Riccardo Scamarcio nell’ambito del  focus concernente la premiazione dell’attore quale migliore attore protagonista per la pellicola Pericle il nero  (“Premio Vittorio Gassmann”) .

Ma prima di illustrare quanto successo, una premessa.

Se si decide di aprire le conferenze stampa oltre che agli addetti ai lavori anche al pubblico barese, come è giusto, vanno riviste le location degli incontri.

Riccardo Scamarcio- Bif&st Bari,Barion 25 apr,2017
Riccardo Scamarcio- Bif&st Bari,Barion 25 apr,2017
L’anno scorso al Teatro Margherita non c’erano  stati particolari problemi di  sorta.
Ma al circolo dei canottieri Barion  già il primo giorno,  per l’incontro col regista Gianni Amelio incentrato  sul  suo nuovo film La Tenerezza,  tutto avveniva in  una sala insufficiente per capienza, diventata immediatamente strapiena e irrespirabile.
Impossibile seguire l’incontro da fuori.
Dunque il tutto è stato spostato in un’altra sala del Barion, ritenuta maggiormente spaziosa.
Epperò era faticoso accedervi, nonostante la puntualità, aspettando che alcuni fuoriusciti della prima ora andassero via, però piano piano e che si entrasse dunque alla spicciolata.
Tra l’altro da uno spiraglio, ovvero da una porta a vetri appena socchiusa.
Ovviamente i soliti maleducati riuscivano a sgusciare dentro,  di lato, mentre chi compostamente  stava in piedi al suo posto e non voleva comportarsi da lucertola, appunto strisciando all’interno, subiva un’ ‘attesa  lunghissima oltre che scomoda .
Tanto che alcuni abbandonavano la postazione: “vado al cinema Galleria, aspettavo una mia amica, tra l’altro Riccardo Scamarcio non mi è neppure simpatico” ci ha detto una signora sui 70.
Sarebbe stato meglio allora, ad esempio,  realizzare l’incontro al Teatro Petruzzelli.
Va detto poi che il nervosismo di Riccardo Scamarcio, la sua insofferenza manifestata per esempio  nei  riguardi di un fotografo non hanno giovato all’evento, tanto che molti spettatori subito dopo che il tutto è finito hanno commentato negativamente le polemiche dell’attore andriese.
Ma procediamo con ordine.
Scamarcio è stato molto icastico  verso un cinema che a lui non va, quello “accondiscendente verso i gusti del pubblico”.
Alcuni registi di valore “guadagnano troppo poco”, mentre è parimenti sbagliata la critica a chi guadagna troppo.
“Non si dovrebbe dire agli altri quanto si guadagna”.  Scamarcio ha pronunciato nella foga delle sua convinzioni anche molte parolacce.
Riccardo Scamarcio- Bif&st Bari,Barion 25 apr,2017“La giustizia italiana giustizia non è; chi dovrebbe scoprire la verità sulle cose, “Striscia la Notizia?”.  E ancora, “si dovrebbero appoggiare  di più i film difficili e  coraggiosi”.
A una precisa domanda, il grintoso Riccardo ha risposto di  scegliere le pellicole da interpretare  da certe circostanze e in base all’interlocutore, come ad esempio è  accaduto col regista napoletano Vincenzo Marra, da lui particolarmente apprezzato. Insieme hanno realizzato il film La Prima Luce, girato a Bari e uscito nel 2015.
Il cinema ha bisogno di “pirati, gente un po’ matta e controcorrente”. Questa l’opinione dell’attore-produttore che ha parlato anche del teatro.
“Ora tutti vogliono essere consolatori, gratificare, al grido di per il pubblico! per il pubblico! per il pubblico!”
Questa forma di condiscendenza vorrebbe asservire il popolo, mettendolo in primo piano.
“Ma”– ha aggiunto –il pubblico ha torto a prescindere. Il popolo è minorenne, la città malata”.
A questo punto sono partiti i primi fischi, ai quali Scamarcio però  non si è arreso.
Ha tentato allora  di spiegare che il suo eloquio paradossale non nasconde ipocrisia, perché sarebbe stato più facile dire :“Viva Bari, quanto vi  amo” e cose del genere”.
Insomma  Riccardo Scamarcio rifugge dalla captatio benevolentiae.
 “Tutto è strumentalizzato, c’è un teatro che non serve a nulla “.
A questo  punto il combattivo attore ha criticato un fotografo passatogli davanti, come già accennato, mostrandosi  molto   irritato e   sostenendo il che il tutto si sarebbe stemperato il giorno dopo in qualche articolo annacquato,  veicolante  i soliti messaggi incolori e imprecisi che non riportano la verità delle cose, ma la loro superficie.
Un ragazzo del pubblico ha contestato apertamente l’ormai  torrenziale Scamarcio, quindi i sono partiti altri dissensi.
L’attore  allora polemicamente si è interrotto: “tanto adesso arriva la Ferilli”, insofferente perché non si è sentito compreso nei suoi discorsi e spiegando che “non premia l’affermare cose  scomode, ma che invece occorre approfondirle .”  “Gli attori hanno il compito di mettere in scena le contraddizioni, l’impalpabile”.
Questa è l’attuale cifra artistica del divo pugliese, sempre più impegnato anche all’estero con le sue dinamiche interpretazioni.
“Mi assumo la responsabilità dei miei discorsi, rivendico  il compito di dire quello che voglio, come voglio e che c..voglio”.
Scamarcio ha così diviso gli intervenuti.Molti uscendo dall’incontro, molti altri invece aspettando l’arrivo di Sabrina Ferilli, cercavano in ogni caso di metabolizzare la verve dell’ospite, riuscendo però a fatica a capire il vero significato  della sua polemica, forse perché manifestata con toni inconsueti, adatti più a una rissa televisiva sul “modello Sgarbi” che a un forum relativo tra l’altro a una premiazione.
Pubblicato il: 25 Apr 2017 alle 22 : 26

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