Di Padre in figlia: successo su Rai Uno. La pazienza delle donne, la loro emancipazione e la sordità degli uomini le tematiche della fiction

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di Romolo Ricapito
 Ascolti tv: martedì 18 aprile ha vinto la fiction di Rai Uno Di Padre in Figlia che ha superato di gran lunga i 6 milioni di spettatori. La regia è di  Riccardo Milani.
Un successo destinato a crescere, visto che siamo solo alla prima puntata.
Per questo sceneggiato, si è puntato su una famiglia del Nord, di Bassano del Grappa (mentre Sorelle, altro successo, era ambientata a Matera) ricca di contrasti.
Tali contrasti sono ben evidenti: due figlie adolescenti, ma diversissime.
Una, la classica brava ragazza. L’altra, con istanze precoci in fatto di sesso e già promiscua, tanto da rubare il fidanzatino alla sorella.
Un leit motiv delle nuove produzioni Rai: nella citata Sorelle era lo stesso .
A ciò si aggiunge un padre-padrone (Alessio Boni), ma non troppo, distillatore di grappa e una moglie che è la rappresentazione vivente della pazienza delle donne (Stefania Rocca) .
Tale pazienza però non è asservimento, ma un tipo di personaggio “progressista”, pronto a fare amicizia con l’amante “pentita” del marito, pur di migliorare.
La ex rivale infatti le insegna a leggere, perché la donna è analfabeta.
Il riscatto femminile  da una parte (una delle figlie, interpretata da Cristiana Capotondi, vuole laurearsi in chimica a dispetto del parere del padre, contrario) mentre dall’altra le altre donne hanno ruoli emergenti, nella società dell’epoca, fine anni Cinquanta e a seguire..
I maschi sono visti come stupidottii, alias il fidanzatino della figlia maggiore,oppure lo stesso patriarca interpretato da Alessio Boni, tutto d’un pezzo, ma pronto a cadere a pezzi, dilaniato da mille contrarietà.
Il successo della serie però è dovuto anche alle scene ariose, spesso contornate da successi degli anni Sessanta (come La Bambola di Patty Pravo) e da una buona descrizione degli ambienti , della loro conseguente ricostruzione.

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