Igor il Russo: perché la sua figura fa più paura degli attuali terroristi collegati agli ultimi attentati

Igor il Russo

di Romolo Ricapito

Igor il Russo, il criminale in fuga colpevole di gratuiti delitti che terrorizza l’Italia.

Igor il Russo
Igor il Russo

E’ alta l’attenzione dell’opinione pubblica, ma anche i cronisti abbandonano il loro tradizionale aplomb per “sbroccare”, o lasciarsi andare a opinioni di condanna che oltrepassano l’essere un tramite tra il pubblico e la notizia.

E’ successo di mattina a Storie Vere, di Rai Uno, quando un giornalista abbandonando il proverbiale “distacco” ha ceduto all’emotività auspicando una severa punizione per il suddetto killer.
Quello che sconcerta molti in questa vicenda è l’imprendibilità dell’assassino, che sfrutta capacità mimetiche e militari.
E allertando centinaia di uomini sulle sue tracce.
E’ la logica dell’uno contro tutti.
Tali “cani sciolti”, inaspettatamente, creano un panico maggiore dei terroristi “solitari” che si ricollegano all’Isis.
Igor il Russo
Igor il Russo

Questi ultimi infatti nella loro cupa determinazione non tengono troppo all’incolumità e abbiamo visto come molti di essi periscono negli attentati o si fanno facilmente catturare.

Il loro scopo è causare distruzione e morte, mentre la punizione degli efferati crimini è per essi  secondaria.
Igor il Russo invece non pare avere ideologie, o logiche particolari.
Egli è un semplice rapinatore, talvolta un “ladro di polli”.
Che però è riuscito con la sua capacità di “infrattarsi” nelle boscaglie  ad essere assimilato all’antico Uomo Nero, quello delle leggende infantili, oscuro e spietato.
La sua capacità di occultarsi nella natura e la sua imprendibilità, dunque, mette più paura di un ben più pericoloso e letale terrorista improvvisato simpatizzante con l’Isis.

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