Sesso anale: perché se ne discute  tanto su internet e anche in radio, ma non in tv? Ne parlano bene Gwyneth Paltrow e Alessandro Cecchi Paone

di Romolo Ricapito

Sesso anale: un argomento ancora tabù sui media, ma che viene sdoganato invece su internet, piattaforma più versatile e che accontenta tutti i gusti.

Negli ormai lontani anni Settanta la rivista femminile Cosmopolitan parlava di questo tipo di “variante” alle sue lettrici di cultura medio alta.
In questi giorni, l’argomento si aggiorna  con pareri  favorevoli e contrari.
Tra i primi, la sessuologa  Kat Van Kirk, statunitense.
ll sesso anale fa bene, “basta andarci piano”, perché alcune donne provano anche soddisfacenti  orgasmi con questa pratica.
Purché si usi sempre il preservativo, perché l’atto è ad  alto  rischio infezioni.
Evitare i partner multipli, perché si potrebbe contrarre il carcinoma dell’ano.
L’argomento, che non sarà mai in tv all’interno di  rubriche  come Tg2-Medicina 33 (perché non fa parte del “servizio pubblico” e poi in quanto esiste la cosiddetta “fascia protetta”) nel mondo dello spettacolo e della stessa televisione  si rinfocola, se è vero che Gwyneth Paltrow ne parla nel suo blog personale.
L’attrice, che ha diradato la sua presenza al cinema (l’ultimo suo film, Mortdecai, è del 20015) ha più tempo per dilettarsi con argomenti di cultura generale, come cibo, moda, bellezza e…sesso.
“Se vi attira, non siete sole” scrive la Paltrow alle sue seguaci. “Promuovendolo”, dunque, ma con un monito: non farlo col partner per un obbligo, magari per paura che egli vada a praticarlo con altre partner.
No, quindi, al sesso anale a ricatto.
Alessandro Cecchi Paone Alessandro Cecchi Paone, gay dichiarato, al programma di Radio24″La Zanzara, così si è espresso:” La penetrazione anale fa parte della ma sessualità. Non comporta alcuna lacerazione: decine di proctologi mi hanno detto che più lo fai e più i tessuti diventano resistenti e aiutano a prevenire le emorroidi.”.
Sempre a la Zanzara, ma prima di Cecchi Paone, la dottoressa De Mari si pronunciò contro; contraria a questa variante anche tra le coppie eterosessuali.
Per la De Mari, il sesso anale è un gesto che viene fatto nelle iniziazioni sataniche”.
In un saggio americano di Oscar Hughes Price, il sesso anale è descritto come pratica costante nei film pornografici dei banchi, ma non in quelli tra partner neri.
I bianchi sarebbero  poi favoriti dall’accesso alle cure  dei mali che l’anal  sex provoca, mentre   non così la popolazione nera, che è stata devastata da queste forme di sessualità (pensiamo alle popolazioni africane, che hanno contratto l’Aids dagli anni Ottanta ad oggi).
Durante lo schiavismo il sesso anale era praticato dai padroni delle piantagioni sulle loro schiave di colore.
Le padrone bianche si “vendicavano” dei tradimenti “scoprendo” (in tutti  sensi) l’organo sessuale nero, più misterioso e dunque affascinante rispetto alla verga dei mariti bianchi.
La questione sembra acquisire mille rivoli e  altri collegamenti con la Storia.
Resta però la questione: fa bene o fa male?
Un brano presentato dai Bluevertigo a Sanremo nel 2001, “L’assenzio,” elencava una serie  di cose nel dubbio che facessero bene o male, come il sadomaso, i film dell’orrore, le case chiuse, la censura, travestirsi etc..
Tra esse, era assente il sesso anale.
Resta il dubbio: fa bene, fa male?

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