Applausi per Isabelle Huppert in “Elle”: tenera, drammatica, dolce e ironica “perversa polimorfa”

elle- film- isabelle hupert

di Romolo Ricapito

 E’ partito molto bene al box office italano Elle, diretto da Paul Verhoeven , grazie anche al buon battage pubblicitario antecedente l’assegnazione degli Oscar ai quale l’attrice principale, Isabelle Huppert, era candidata come miglore protagonista femminile. Isabelle Huppert- ELLE
Lo stupro di Michelle (Huppert) attuato da uno  sconosciuto mascherato nella lussuosa residenza della donna, che dirige un’azienda produttrice di videogiochi, è il motore  di una trama affascinante nella sua complessità e nelle caratterizzazione di svariati personaggi, tutti interessanti ed estremamente sfaccettati.
Michelle reagisce all’odioso atto con calma, non denunciando alla polizia l’accaduto ma confidandosi più avanti  con alcuni  personaggi a lei più vicini durante una cena.
Perché questa decisione?
Vedremo che l’imprenditrice è eterodiretta da un mostruoso retaggio del passato, che la vide testimone di una strage con ben 27 omicidi.
Strage consumata dal padre, detenuto all’ergastolo  e ormai decrepito, mentre la genitrice, una donna affascinante nella sua decadente sensualità, intrattiene sesso con vari  gigolò.
Michelle infine è in conflitto con la nuora, incinta, alla quale rimprovera di appoggiarsi sul suo denaro.
 Isabelle Huppert-ElleL’opera pur trattando argomenti drammatici e al limite del paradosso si mantiene sul versante della commedia, con situazioni- limite che vedono protagonisti i più svariati caratteri: l’attuale compagna di un ex, un calvo laido  partner di sesso, un figlio suggestionabile e immaturo, un ex marito scrittore fallito, una vicina bigotta, il marito di quest’ultima che Michelle spia perché attratta dalla sua virilità.
Nel gestire le complessità del presente e del passato, il personaggio principale rivela una sorta di psicologia che la vede di volta in volta, vittima, artefice dell’azione, provocatrice, sadica, madre amorevole .
Il disamore si attua principalmente con la figura materna, vista come castrante .
Tale  personaggio è però dolente e simpatico nella sua ingenuità da finta svampita.
 L’olandese Verhoeven  dirige con mano lieve, a volte  dando schiaffi alla platea perché calca la mano  all’interno della psicologia, o della psicopatia della trama.
Che da commedia passa al thriller, deviando verso situazioni erotiche trasgressive e se non indecenti, certamente cervellotiche.
Tale indirizzo ha causato l’esclusione di Elle, secondo il regista, da altre categorie agli Oscar 2017 e per questo anche la pellicola è stata boicottata negli Usa che quest’anno hanno preferito evidenziare ai vertici della critica  un cinema edulcorato, quello di La La Land, o con attori di colore come “risarcimento” per forme di razzismo velate (e non) rispetto agli anni passati.
Il razzismo dunque si è spostato contro i film europei, colpevoli di essere troppi raffinati, dalle trame indigeste al popolo stelle e strisce, patatine e pop corn.
La Huppert è la perfetta vestale di questa forma di cinema, artistica e meno suggestionata, o spinta, dal budget.
In primis perché la mattatrice con i suoi 64 anni è veramente incredibile : interpreta un personaggio con molti anni di meno, tanto che al telefono, rifiutandosi a un amante, dichiara: “non posso fare sesso stasera, ho le mie cose”.
 Isabelle HuppertE poi  affronta un coacervo di emozioni e di  definizioni  (tenera, dura, spietata, ironica, sprovveduta, intelligente, sensuale, patetica e intrigante) riuscendo sempre credibile e coinvolgente.
La Huppert ha ottenuto comunque il Golden Globe.
Ma vediamo brevemente gli altri interpreti.
Judith Magre, 90 anni, è la stupefacente madre, davvero rassomigliante  a una nostra attrice del passato: Clara Calamai.
Laurent Lafitte è il vicino “piacione”, oggetto delle fantasie sessuali di Michelle.
Jonas Bluquet è il figlio, vincitore di un premio César per la migliore promessa maschile del cinema d’oltralpe.
Pubblicato il: 26 Mar 2017 alle 10 : 44

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