Jackie, con Natalie Portman: l’ex first lady sembra nel film biografico un’eroina da cartone animato

Natalie Portman

di Romolo Ricapito

Jackie, film biografico sulla first lady americana, Jacqueline Kennedy, con Natalie Portman nel ruolo principale   ne ripercorre le vicende immediatamente dopo l’attentato di Dallas a John Fitzgerald Kennedy.

Eccola raccontarsi a un giornalista di una popolare rivista, mentre scorrono le immagini in bianco e nero della ricostruzione di un documentario che fu girato nella Casa Bianca e vide proprio Jackie come protagonista.

Ella nel ruolo di “anfitriona”, illustrava al popolo americano le prerogative  della White House, in particolare riguardo gli arredi e le suppellettili che appartennero al presidente Lincoln, come uno storico pianoforte.
Natalie Portman
Natalie Portman -Jackie, nel film col tailleur rosa sporco di sangue

Jackie è un film luttuoso perché si sofferma esclusivamente sull’elaborazione della sofferenza della first lady dopo l’assassinio di Jfk.

Il coprotagonista della pellicola è il famoso tailleur rosa che la divina Jackie indossava quel fatale 22 novembre 1963.
Abito che, ed è verità storica, la Kennedy continuò a indossare per tutta la giornata del 22-11  mostrando così  al popolo americano anche in televisione le macchie di sangue come testimonianza di una sofferenza comune.
La ricostruzione dell’attentato è buona.
Esatto il dettaglio che vede la signora Kennedy reggere la testa del marito nel tentativo di impedire la fuoriuscita del cervello.
Un pezzo di calotta cranica infatti volò via dopo l’ultimo  degli spari.
Ciò che non va del film è in parte il doppiaggio, nelle scene ad esempio  del finto documentario, che rende similare la protagonista a un personaggio da cartone animato.
JACKIE (2016) John Hurt, Natalie Portman

La sceneggiatura si concentra soltanto su di lei, rendendo gli altri personaggi, come il cognato Bob, quasi delle comparse.

Bene indagato è il rapporto coi figli piccoli, Caroline e John John, ma viene esposto anche  il dramma dei bimbi deceduti: Arabella, nel 1956 e Patrick, nel 1963.
Il lutto non riparato per il decesso di baby Patrick e di JfK si allineano, causando in Jackie una sofferenza emotiva intollerabile, che ella elabora rapportandosi e aiutandosi col suo ruolo pubblico.
Nella seconda parte il film che si avvale di maestranze francesi appare sonnacchioso, spento. Ravvivato nella sua marcia funebre dalla presenza di un sofferto John Hurt nella sua ultima interpretazione, nel ruolo di padre Richard McSorley.
Hurt è scomparso lo scorso 27 gennaio di cancro pancreatico. Tra i suoi film, Scandal, The Elephant Man, il ciclo di Harry Potter.
mica levi-cantautrice
Mica Levi- nomination nella categoria colonna sonora

La delicata, poco invasiva e raffinata colonna sonora di Mica Levi accompagna alcuni passaggi della seconda parte con levità e grazia.

La Levi ha ottenuto per il suo apporto al film  la nomination nella categoria colonna sonora: è una compositrice britannica di pop sperimentale.
Jackie però si ammira per la ricostruzione non solo degli ambenti storici, ma anche delle convenzioni dell’epoca che vedevano il presidente degli States circonfuso da un alone quasi mistico e di leggenda (il musical Camelot è abbinato alle sue vicende) e, infine,  è reso meno prolisso  dalla veloce disamina  delle  psicologie attinenti a  vari personaggi, da Lyndon B. Johnson, presidente che è succeduto a JFk, dall’apparenza ruvida, alla nuova first lady, Lady Bird Johnson, quasi altrettanto mitica come colei che l’ha preceduta.

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