Cinzia Leone: successo e applausi al Teatro Palazzo di Bari per il suo lungo monologo-show sulla Mamma

Cinzia Leone

di Romolo Ricapito

 E’ andato in scena il 25 febbraio al Teatro Palazzo  di Bari lo one woman show di e con Cinzia Leone ( scritto con Fabio Mureddu e Federica Lugli ) “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!”, regia di Fabio Mureddu.
mamma1-Cinzia LeoneLa popolare attrice è arrivata in scena partendo dalla platea, vestita di nero, parlando in romanesco e scherzando sull’essere stata condotta in teatro con l’ambulanza, direttamente dal Policlinico di Bari.
I riferimenti al caos di Roma Capitale (traffico, buche nell’asfalto, etc) sono serviti come introduzione a un lungo monologo che, con apporti video, ha visto interagire la protagonista con la figura della madre, alla quale è dedicato l’intero  spettacolo.
Una madre invadente, irriverente, rappresentata da lei stessa nelle “videate” mostrate su uno schermo , ovvero un sunto di tutti gli allarmismi, le nevrosi, l’invadenza delle mamme di una certa età che non rinunciano al ruolo di guide onnipresenti nella vita dei figli.
Tale rappresentazione è anche un modo per dare vita ai classici sensi di colpa nei confronti della figura genitoriale, quelli che non abbandonano mai le figlie femmine in particolare, rimaste ferme in una dipendenza costante, incessante, ma irrinunciabile.
La Leone si muove con agilità sul palco accompagnata dalla sua chioma di capelli rossi che fluttuano nell’aria; ella dà vita anche a qualche passo di danza introduttivo di siparietti comici che hanno come argomento la gastrite, mal comune che sarebbe  originato  da ragioni psicosomatiche e tramandato di generazione in generazione.
L’analizzare tali forme di gastrite diventa per l’attrice un esercizio di auto-analisi ma anche di psicanalisi collettiva col pubblico, con il  quale la mattatrice dialoga rendendolo  partecipe delle sue elaborazioni in chiave farsesca, ma con ampi spazi di credibilità.
Nasce una forma di empatia che coinvolge sia il genere  femminile che quello maschile, in una condivisione pubblica di amorosi sensi deviata sul grottesco.
LocandinaLe reminiscenze dell’infanzia segnano piccoli traumi, anch’essi comuni, dove il brodo primordiale è rappresentato dal brodo preparato dalla mamma, “con o senza dado Star”.  Mamma che a cena, logorroica  e ferma per impartire l’educazione, cerca di inculcare i suoi  tanti insegnamenti che spaziano dalla maglia di lana (un classico) ad altro.
Dietro queste forme di ironia, si nasconde un’insoddisfazione endemica per il ruolo di moglie, madre e donna: emergono i tradimenti maschili.
Lo spettacolo si allontana dalla stretta attualità per risultare più universale, ma non risparmia staffilate alla tv spazzatura come L’Isola dei Famosi, definita “isola delle mignotte”.
Il Maalox diventa un rimedio per digerire non soltanto l’acidità di stomaco, ma forme di acidità diverse e ben più insidiose causate da atteggiamenti sbagliati.
L’excursus nella seconda parte attinge al non sense, assumendo qualcosa di forzato laddove si dilunga sullo yogurt della pubblicità, quello che regola le funzioni intestinali.
L’umorismo stercorario  è sempre un classico di certo cabaret, ma per fortuna la Leone si libera di questi contenuti con guizzi di originalità che strappano l’applauso laddove attinge alla citazione dello spettatore-tipo del teatro, quello un po’ timido che vede spegnere i suoi primi entusiastici applausi nell’indifferenza altrui.
Particolare impegno l’attrice romana mette nel denunciare la pubblicità che insulta la donna, quella cioè che illustra con ridicoli spot  i “tena lady”, alias pannetti igienici per le perdite delle cinquantenni.
Cinquantenni dunque reputate tardone da un certo marketing.
E’ qui che l’approccio della Leone diventa totalizzante con la platea, la quale condivide le sue denunce. Ma il messaggio più importante  è quello di una sorta di copia incolla  delle storture familiari, ossessioni e compulsioni. Esse si tramandano di generazione  in generazione , secondo Cinzia Leone, creando infelicità, problematiche e tabù dai quali si esce a fatica.
Il pianto liberatorio della brava artista è la chiave che fa comprendere come il suo messaggio sia da lei particolarmente sentito e sofferto, nel ricordo della madre che, anche se presa di mira con le sue battute fulminanti, è l’essere al quale  chiaramente rimane più legata.

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