Jannis Kounellis, pittore e scultore, è morto a Roma ad 80 anni. A Bari l’episodio della sua “CARBONERIA”

di Clelia Conte

Dopo un ricovero a Villa Mafalda a Roma,  Jannis Kounellis pittore e scultore greco, è morto a 80 anni. Kounellis Era nato in Grecia il 23 marzo 1936 ma aveva vissuto per molti anni in Italia. Si trasferì a Roma negli anni Cinquanta, per studiare all’Accademia delle belle arti. Nella prima metà degli anni Sessanta si dedicò soprattutto alla pittura, avvicinandosi poi col tempo alla scultura. Kounellis fu associato alla cosiddetta “arte povera” nel 1967, concetto introdotto dal curatore Germano Celant. Alla galleria “La Tartaruga” di Roma, in via del Babuino, Kounellis fece la sua prima importante mostra e nella seconda metà degli anni ’60 iniziò a sperimentare con la scultura e con opere più complicate utilizzando diversi materiali.

Alla fine degli anni ’60, Kounellis iniziò a fare mostre ed esposizioni sempre più particolari: nel 1969 infatti usò dei cavalli, vivi. Nel 1972  partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia e divenne un artista noto in tutto il mondo, con esposizioni in diversi continenti. Soprattutto in Sudamerica, in Argentina e in Uruguay.

Kounellis- Carboniera- Bari, piazza del Ferrarese

Ad agosto 2015 La Carboniera di Jannis Kounellis, viene disintallata dalla piazza del Ferrarese di Bari per essere collocata in un’area della Cittadella della cultura, in una zona periferica della città, che ospita Archivio e Biblioteca di Stato, davanti all’area per il parcheggio delle auto e a due passi dai cassonetti per i rifiuti. L’opera,concepita in ferro e carbone, era stata da lui donata alla città di Bari, ed è stata argomento di  numerose diatribe legate maggiormente alla sua collocazione. E’ entrata comunque a far parte del patrimonio del Comune di Bari  dal 30 dicembre 2014, dopo  una delibera di giunta dell’assessore Silvio Maselli che aveva ufficializzato l’acquisizione dopo anni di incertezze e problemi burocratici.

Carboniera-Kounellis- Cittadella della Cultura

Il trasferimento si era reso necessario anche in vista dei lavori di ristrutturazione dell’ex Mercato del pesce, perciò  era stata scelta la nuova sede della Carboniera, pare in accordo con lo stesso Kounellis.

Perplessità però si avrebbero riguardo alla collocazione della Carboniera poiché relegata in uno spazio infelice alle spalle dell’Archivio di Stato posto con  scarsa visibilità in luogo poco trafficato. Forse il Kunellis, che inizialmente avrebbe bruciato pittosto l’opera, meriterebbe di più.

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