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Festival di Sanremo: nel salotto di Michele Cucuzza commenti garbati sulla kermesse con la brava Rosanna Cancellieri. Ma il festival è circondato da comparse improvvisate. I prodi Bernabei e Gabbani all’assalto delle “crociate canore”

di Romolo  Ricapito

 
Michele Cucuzza
Michele Cucuzza

Buon Pomeriggio, garbato e apprezzabile programma condotto su Telenorba da Michele Cucuzza, che in questa veste  sembra il degno erede del buon Luciano Rispoli, dà spazio, come altri talk show della televisione generalista, al Festival di Sanremo con collegamenti in diretta dalla cittadina ligure e opinionisti in studio quali ad esempio la giornalista  Rosanna Cancellieri, che mostra giusto disincanto davanti alla kermesse in atto.

All’interno di un servizio si è vista la solita fauna (più che flora) di personaggi dimenticabili, ma purtroppo persistenti e  che non perdono occasione di

Rosanna Cancellieri
Rosanna Cancellieri

soggiornare in piedi davanti all’Ariston, notte e giorno, alla ricerca di qualche brillio di telecamera, ovvero di luce riflessa.

Ad esempio, la sosia di Liz Taylor, vista e stravista da 30 anni a questa parte in ogni dove accanto a manifestazioni importanti, nel parterre del pubblico.
Questa rappresentazione di italietta retriva e scomposta è la cosa più triste del Festival di Sanremo, ma in un certo senso è naturale.
Francesco Gabbani
Francesco Gabbani

In pratica, a fronte delle grandi sviolinate a presentatori e presentatrici “generalisti” ma di genere, secondo me, scadente (mirano  all’alto, ma pescano in basso) la loro controfigura sono personaggi da operetta che fanno tenerezza nel loro volere eguagliare le stelle dello spettacolo.

Ma di stelle in mostra ce ne sono ben poche e quelle poche ormai  già ritiratesi dal mondo dello spettacolo, leggi Mina e Milva, ad esempio.

Alessio Bernabei
Alessio Bernabei
I cantanti in gara, comunque volenterosi ed entusiasti, come i giovani Alessio Bernabei o  Francesco  Gabbani, sembrano certi cavalieri partiti per le Crociate. Mandati al massacro di un nulla mediatico. Le canzoni combattono contro il circo della vanità, del vallettume, del piattume, dello  sconforto televisivo.

 

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