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La La Land: un’esercitazione registica riuscita, che però difetta nella mancanza di spontaneità. Splendido Ryan Gosling.

La La Land- film Cinema- Ryan Gosling e Emma stone
La La Land- film Cinema- Ryan Gosling e Emma stone
La La Land- Ryan Gosling e Emma stone
di Romolo Ricapito 
La La Land, scritto e diretto da Damien Chazelle, si è aggiudicato ben 14 nomination per gli Oscar che verranno prossimamente assegnati.

Ma del film se ne parlava da tempo: in Italia, almeno da settembre, dopo la presentazione al Festival del Cinema di Venezia.
“Ryan Gosling ed Emma Stone travolgono il Festival del cinema. etc.”  si leggeva ad esempio   su Vanity Fair.
La pellicola si pone come un musical atipico: esso sfrutta le pellicole del passato, grazie a infiniti rimandi e tenta di creare una storia originale allo  scopo di trasmettere   empatia, passione  e pathos.
Riguardo l’empatia, essa coinvolge di più Ryan Gosling, il protagonista, nel ruolo di un pianista jazz dal  successo in divenire.
La La Land- film con Ryan Gosling e Emma stone
La La Land- Ryan Gosling e Emma stone

Sebastian (Gosling ) è un cultore del jazz prima maniera e rifiuta di  seguire le mode musicali che imporrebbero un “ammodernamento” dello stile che egli riproduce nelle esibizioni  al   night club.

Lei, Emma Stone  è  Mia, cameriera in un bar (che serve  anche tramezzini e croissants)  e aspira a diventare un’attrice affermata affrontando mille provini in una Hollywood da cartolina.
I rimandi sono centinaia e disseminati soprattutto nella prima parte della pellicola.
Addirittura, parcheggiate davanti al locale dove Mia lavora, si intravedono in una scena iniziale  una vecchia Fiat 500 rossa e una 126 azzurrina.
Mia ha accanto al letto un muro ricoperto da un enorme poster di Ingrid Bergman in Casablanca.
Poi si cita Miles Davis e i balletti nel parco dei due protagonisti richiamano la coppia Ginger e Fred.
La ricostruzione nella sua infedeltà è fedele.
Ma il rischio a un certo punto è che la pellicola si trasformi in un’infinita esercitazione registica, scenografica e artistica.
La La Land- film Cinema- Ryan Gosling e Emma stone
La La Land- film Cinema- Ryan Gosling e Emma stone

L’Oscar a tutto questo     si potrebbe certamente  assegnare , ma sarebbe una premiazione alla tecnica e appunto alla pura  esercitazione.

Il tutto viene mediato dalla storia d’amore che è appassionante di più nella seconda parte e quindi   da una scelta giustissima di  sceneggiatura che risulta però   ravvivante e innovativa proprio nell’ultima sezione.
Un’altra osservazione: Gosling e la Stone dimostrano mestiere e le rispettive nomination sono meritate, ancora di più però per quanto riguarda il protagonista maschile .
Il personaggio di Mia ha qualcosa di “opportunistico” e capriccioso, è impossibile dunque per lo  spettatore  innamorarsene.
La ragazza vorrebbe conciliare  l’amore con la carriera, ma privilegiando di più la seconda.
Lasciando da parte gli scenari e le location, davvvero magnifici, c’è da osservare  che esiste una certa difficoltà a situare il film ai nostri giorni.
Tra citazioni, omaggi e vetture vintage a un certo punto non si riesce a collocare l’opera nel 2016: potrebbe essere di fatto ambientata negli anni Sessanta.
A un certo punto i due protagonisti vanno a vedere “Gioventù Bruciata”, pellicola del 1955!
Tra un omaggio alla Bergman e uno a Miles Davis si osserva in una scena all’aperto  una piccola band   suonare  il brano Take on Me degli A-Ha, targato 1985.
Il senso della realtà si riacquista quando Sebastian, che si affianca a una band di jazzisti di colore, è trasmesso su You Tube.
E Mia usa il computer  portatile mentre si trova sul letto.
E’ chiaro che si tratta di una favola che ha voluto abolire quasi del tutto  il presente per configurare il passato in una sorta di filtro, allo scopo di valorizzarlo.
La La Land- film Cinema- Ryan Gosling e Emma stone
La La Land- film- Ryan Gosling

A metà comunque Ryan Gosling e la Stone si attestano come i protagonisti a tutto tondo.

La pellicola assume infatti  un tono solipsistico, che esclude eventuali altri interpreti, fatta eccezione per il personaggio interpretato da John Legend, cantante, pianista e compositore nei panni di Keith, il frontman della jazz band che rifonda il genere  con elementi elettropop, offrendo una buona opportunità di lavoro a Sebastian.
L’amore dolceamaro tra i due interpreti  pare mutuato (quasi)  da quello dei  protagonisti di New York New York di  Martin Scorsese, del lontano 1977, con Liza Minnelli  e  Robert De Niro: lei era una cantante, lui una sassofonista.
Tornando a noi, l’antipatia del personaggio di Mia si evidenzia con la crisi isterica fuori del teatro off dove recita per pochissimi spettatori una pièce di sua invenzione . Non accetta il fallimento artistico, se la prende col partner e si dà a una fuga strategica da mamma e papà.
Cosicché Sebastian-Gosling si trasforma in un efficiente e disinteressato Pigmalione, ma mal gliene incolse…
Il film è sicuramente molto riuscito per l’abile regia, la recitazione, i balletti, la fotografia e la scenografia, assieme al montaggio.
Ma la sua natura ibrida rischia di non emozionare; pare spesso un freddo  esercizio di stile.
Interessante è la nomination per la migliore sceneggiatura originale: Chazelle non ha trasposto un romanzo e ha prodotto di suo una scrittura apprezzabile.
  Tra le 14 nomination non ci sono quelle per gli attori non protagonisti: come si diceva essi sono stati esclusi dalla stessa  sceneggiatura. La fotografia è perfetta (altra nomination) e  i costumi sono efficaci (La la Land dovrà vedersela in questa categoria con Jackie e Florence , tra gli altri) . Il film di Chazelle poi non poteva non concorrere per la colonna sonora e la migliore canzone. Addirittura due le nomination per i brani Audition (The Fool Who Dream) e City of Stars. 
A conti fatti almeno un Oscar al regista, ma anche  al protagonista Ryan Gosling, sarebbe auspicabile.
Anche se La La Land proprio a causa del contesto  artificioso potrebbe costituire  un film che a lungo andare non sarà ricordato come altri musical stile West Side Story o anche Grease, di impianto più  genuino.

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