I politici fanno le pulci ai giornalisti. Il mondo sta cambiando

Peppo Turco, medico di professione e consigliere regionale pugliese, scrive su FB denunziando titolare di stampa

di Redazione

 Sono un personaggio pubblico e come tale voglio essere trattato,ed è giusto che tutta la mia vita debba essere un libro aperto.

Chi maneggia la mia vita lo faccia con cura ed è giusto che i critici subiscano ogni tanto un minimo di attenzione,ecco perché ho deciso di esporre alle autorità competenti ,affinché accertino la verità su alcune considerazioni che vedono interessato l infermiere ,editore, pubblicista collaboratore del Quotidiano RENO DINOI.
Ho chiesto se è normale che sia titolare come dipendente pubblico a tempo indeterminato, di una impresa individuale.

Se fosse normale che da piccolo imprenditore abbia dei collaboratori. 7 per la precisione. Cosi li definisce il dottor Dinoi, spaziando in diverse attività.

Nessuno me ne voglia, ma essendo il Dott Reno Dinoi un personaggio pubblico al pari del sottoscritto, deve delle spiegazioni (Peppo Turco)

Peppo Turco

16 gennaio alle ore 10:00 ·

Questo il post comparso sul profilo pubblico di Peppo Turco, medico di professione e consigliere regionale pugliese. Non è raro che di questi tempi oltre ad essere i politici sotto la lente di ingrandimento lo siano anche i giornalisti, spesso addirittura per mano di politici. Questa volta è toccato a Nazareno Dinoi. Il giornalista, noto per aver scritto su testate regionali importanti è anche editore di un quotidiano distribuito nella provincia di Taranto che si chiama “La Voce di Manduria”. Il noto giornalista, spesso protagonista di scoop e portatore di battaglie politico-personali (a detta di qualcuno) svolge anche l’attività di infermiere per la asl di Taranto, un’attività che per contratto non prevederebbe nessun altro tipo di impegno professionale.
Reno Dinoi, La Voce di Manduria
Reno Dinoi, La Voce di Manduria

È bastata una visura camerale per capire che Nazareno Dinoi oltre a svolgere l’attività di dipendente pubblico, è anche un imprenditore titolare di ditta individuale che gestisce la testata La Voce di Manduria.  La legge in queste circostanze è molto chiara: un dipendente pubblico impiegato a tempo indeterminato non può svolgere nessun’altra attività professionale. Per questo motivo è partito un esposto indirizzato alla direzione generale dell’Asl di Taranto e ad altri enti. A quanto pare, infatti, secondo l’esposto del consigliere Turco, l’impresa di Dinoi avrebbe acquisito il titolo di piccolo imprenditore, titolo che oltre ad offrire delle agevolazioni, sancisce di fatto anche dei limiti, uno tra questi è quello che il piccolo imprenditore, quindi titolare dell’impresa, deve svolgere gran parte delle attività dell’impresa stessa. Ovvio, a questo punto, che la domanda sorge spontanea: come può un dipendente pubblico impiegato a tempo indeterminato, come lo è il signor Dinoi, svolgere attività a tempo pieno anche nella sua impresa?  Come può un piccolo imprenditore che per la legge potrebbe essere aiutato solo dai propri familiari avere tutti i suoi collaboratori che risultano ufficializzati sullo stesso sito della Voce di Manduria?  Alcuni di loro svolgono attività da giornalista, altri probabilmente si occupano della stampa e della distribuzione del giornale cartaceo, insomma altri motivi questi che a quanto sembra il direttore del giornale manduriano dovrà spiegare all’ispettorato del lavoro e alla Guardia di Finanza.

Non è pettegolezzo ma accertamento della verità (così conclude il suo post su facebook Peppo Turco) che avrebbe  anche confidato a qualcuno che ha intenzione di vederci chiaro nella questione, motivo per cui seguirà personalmente l’esito del suo esposto. Se in questo paese è possibile essere dipendente asl e contemporaneamente imprenditore è giusto che tutti lo sappiano di modo che tutti i dipendenti pubblici possano aprire un’azienda avrebbe detto i  consigliere che poi ha aggiunto, la legge deve essere uguale per tutti.

Spesso è stato lo stesso direttore a far venire alla luce casi di poca chiarezza e trasparenza, questa volta invece, ironia della sorte, dovrà essere lui a spiegare perché tanta, presunta, irregolarità nella gestione professionale di tutte le sue attività

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