Pugliasotto il gelo e agricoltura in crisi. Il consigliere regionale Gianni Stea: – gli agricoltori non possono attendere!-

Gianni Stea
Gianni Stea

“Tempi stretti per i risarcimenti agli agricoltori e agli allevatori dell’Alta Murgia Barese e delTarantino”, è quanto chiede in una nota il consigliere regionale di Area popolare, Gianni Stea a proposito dello stato di calamità in seguito all’ondata di neve e gelo che si è abbattuta sulla Puglia.
“A tutt’oggi ci sono masserie isolate, con decine di persone senz’acqua, con i viveri in esaurimento e senza medicine. Oltre all’agricoltura danneggiata da questo nuovo evento meteorologico, ci sono gli allevatori ormai allo stremo: il latte viene gettato, molti capannoni sono crollati sotto il peso di quasi due metri di neve, il bestiame è in grave sofferenza.
Probabilmente non si sarebbe arrivato a tanto se fossero stati raccolti gli appelli dei residenti dell’Alta Murgia per fare intervenire immediatamente mezzi di soccorso adatti, compresi gli elicotteri e i veicoli cingolati dell’Esercito. Io stesso
– aggiunge Stea – avevo inoltrato giorni fa richieste in tal senso. Era un’emergenza la cui eccezionalità e possibile gravità era stata largamente annunciata, e che sin dalle prime ore ha mostrato nella Murgia i suoi effetti devastanti. E vivendola direttamente sul territorio insieme alle comunità interessate, mi sono speso sin nell’immediato in inutili tentativi di sensibilizzazione delle autorità istituzionalmente preposte, richiedendo in più occasioni l’intervento dell’esercito e di mezzi attrezzati per supportare i Comuni e la Protezione Civile locale e regionale, palesemente non in grado di garantire risposte e interventi efficaci per impedire il drammatico isolamento di interi paesi, l’abbandono in case rurali di interi nuclei familiari e attività, il ripristino della viabilità perlomeno per garantire l’accesso alle strutture ospedaliere di riferimento e la sicurezza e la salute dei cittadini. La sottovalutazione di quanto stava accadendo si è rivelata così più disastrosa del meteo e la macchina dei soccorsi si è adeguatamente messa in moto solo oggi, quando la maggior parte di danni si è ormai abbattuta sulla comunità rurale pugliese in generale e dell’Alta Murgia in particolare. Un territorio, quest’ultimo ricchissimo di masserie, per cui facendo esperienza degli errori fatti, diventa necessaria un’operazione di mappatura dell’intero territorio. Ma diventa ancora più necessario – e di tanto mi rivolgo direttamente al ministro dell’Agricoltura Martina e, per quanto di competenza, alla giunta regionale pugliese – che i danni riconosciuti dallo stato di calamità naturale siano completamente risarciti al massimo entro un anno solare. Il Sud, la Puglia, sono territorio italiano e meritano a tutti gli effetti gli stessi trattamenti – rapidi ed efficaci sovente riservati ad altre aree del Paese. Le attività agricole della Puglia non possono attendere i tempi dell’elefantiaca burocrazia italiana. Il mondo agricolo non può, per l’ennesima volta, essere lasciato solo”.

 

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