Colonna: “Vince o perde l’Italia, non Matteo Renzi. La Costituzione gli sopravvivrà, a lui come a noi tutti. E questa è una buona notizia”

Vincenzo Colonna
Vincenzo Colonna

Dichiarazione del capogruppo di ‘Noi a Sinistra’, Enzo Colonna.
“Quello evitato domenica, a costo, però, di lunghi mesi dedicati esclusivamente alla campagna referendaria piuttosto che al difficile compito di governare il Paese, era il rischio di un grande pasticcio costituzionale e istituzionale.
Il tutto si è risolto con uno scampato pericolo. Nulla che soddisfi e appaghi, ma, alle condizioni date, è un successo essere riusciti a evitare danni irreversibili. Non importa in compagnia di chi. Non devi costruire nulla con costoro; quando devi difenderti non guardi a chi ti accompagna, per calcolo o cinismo, nell’impresa.

Renzi a Bari per il Si

Diciamola tutta. Quella di Renzi, è stata un’inutile e inutilmente dannosa prova muscolare, sulla pelle della Democrazia e della Costituzione, quindi di tutti noi. Mi gioco tutto, ha detto. E ha perso. Bene, era scontato che prima o poi dovesse andar via. Lui, come tutti coloro che in Parlamento lo hanno seguito in questa avventura, con entusiasmo o solo con opportunistico silenzio.
Stiamo sereni. Sopravvivremo. Ma una Costituzione pasticciata, una Democrazia compromessa negli equilibri costituzionali tra istituzioni e poteri, in gran parte ridotti e concentrati nelle mani di pochi, fanno danni irreversibili, che avremmo pianto per decenni. E questo non ha lasciato sereni chi teneva ancora a questo Paese e al suo Futuro.
Contro Renzi, ora, si è ritorta la medesima logica che lui stesso ha messo in campo in questi anni dedicati al tentativo di riforma e tentato di introdurre come regola di sistema. Quella, primitiva e pericolosa, del più forte. Con facile profezia, scrissi tempo fa che ‘una maggioranza incapace di prefigurarsi come minoranza di domani non ha alcun senso delle istituzioni e dello stare insieme, principio non scritto fondante qualunque Comunità e Democrazia. E non ha senso del Futuro e, essa stessa, non ha futuro’.
La Costituzione era, è e deve restare patrimonio comune. Non appartiene ad una forza politica, ad un governo, ad una generazione. Non si consuma in una stagione di governo o in una generazione.
Non è qualcosa da contemplare o celebrare alla ricorrenza, nella sua fissità. Libertà non significa liberarsi dagli altri, dal dissenso, dalle minoranze, dal ‘fastidio’ dell’altro o del differente da sé, dalla fatica delle regole e procedure democratiche. Democrazia è ogni giorno la necessità di stare insieme, l’orgoglio di sentirsi una Comunità, un Popolo. Guardiamo avanti. Viva l’Italia. Questo, Sì!”

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