Macabra ironia: Carrie Fisher è stata conservata in una porcellana che imita una pillola di Prozac. Paganesimo a buon mercato o   sense of humour nonostante tutto?

di Romolo Ricapito

 l’urna con le ceneri di Carrie Fischer
l’urna con le ceneri dell’attrice è una gigantesca capsula di Prozac degli anni’50

Macabra ironia: le ceneri dell’attrice Carrie Fisher sono state conservate in un’urna a forma di pillola di Prozac.

Il fratello Todd ha spiegato la stravagante sepoltura dicendo che è dove la “principessa Leila” voleva essere.
Carrie Fisher soffriva di un disturbo bipolare sul quale scherzava spesso e aveva acquistato tempo fa la ceramica a forma di farmaco Prozac, che adorava e conservava in casa.
Questa forma di “paganesimo” ricorda da lontano gli antichi faraoni, che venivano sepolti assieme ad oggetti che in vita li accompagnavano nella vita quotidiana.
Tali eccentricità sono spesso un leit motiv nella cultura anglosassone e americana , che ironizza sui miti e li fa diventare leggenda.
Eppure Carrie Fisher è rimasta suo malgrado prigioniera del personaggio della principessa di Guerre Stellari. A 60 anni proseguiva la sua partecipazione alla saga, nel ruolo di una principessa ormai dimessa.
Carrie Fischer in 'Guerre Stellari' qquando interpretò la principessa Leila
Carrie Fischer in ‘Guerre Stellari’ qquando interpretò la principessa Leila

Gli invitati alle esequie hanno salutato la Fisher con una carezza sulla pillola in ceramica contenente i resti della sfortunata attrice.

Fino all’ultimo “Leila” ha dimostrato di volere essere originale e imprevedibile, come la saga della quale fu interprete e che continuerà con l’apporto delle scene inedite girate prima del prematuro decesso.

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