Laura Boldrini, gli insulti sessisti e lo scopo educativo

Laura Boldrini

 

di Romolo Ricapito

Laura Boldrini, che ha pubblicato sul suo profilo  il nome di alcuni fruitori di Facebook che la insultavano pesantemente  tramite  il social network.  .

 terza-donna-nella-storia-della-repubblicaUno di  essi, dall’estero, ha continuato a offendere la  Presidente della Camera. Un’altra persona, donna e casalinga, ha pubblicato sul suo diario  Fb e anche inviato alla Boldrini le sue scuse, argomentando che trattasi di povera casalinga disinformata.

Altri sono  spariti, chiudendo il profilo Facebook.
Il mio parere è che l’onorevole abbia voluto mettere in risalto il comportamento irrispettoso di certuni per educarne altri, che continuano a offenderla o lo fanno con altre  , in vista o sconosciute,  alla vigilia della giornata contro la violenza  alle donne.
L’uso disinvolto e massificato dei social network ha reso popolare la scrittura, estendendola alla portata di tutti.
Tra costoro, anche chi non era abituato a scrivere e non stilava nemmeno l’elenco della spesa.
Il gesto della Boldrini ha rivelato di conseguenza la scarsa istruzione di molti utenti dei social network, sgrammaticati e anche disinformati, rendendo ancora di più chiaro e comprensibile  il concetto che tramite internet non si può offendere, nemmeno quei  personaggi in vista che si reputano irraggiungibili, come la terza carica dello Stato.
Non credo che la Presidente perseguirà le persone che ha reso pubbliche (nei loro  profili) perché  il suo è stato un gesto dimostrativo, educativo.
Come quello di una maestra, severa per il suo ruolo, che segna con la penna rossa gli errori, ma soprattutto gli orrori ortografici e contenutistici dei suoi alunni.
 Perciò la Boldrini si è trasformata in una sorta di figura iconica, a metà tra l’ancestrale, il materno e il moderno.
Castigare, sia pure in modo bonario, gli “alunni”, che in questo caso sono soltanto occasionali e molesti frequentatori del suo profilo Facebook, in una sorta di gesto simbolico a metà, appunto, tra   educazione “materna” e severità di facciata, è stata  una mossa utile e necessaria per prevenire le derive inconsulte di chi, per ignoranza, noia, mancanza di veri argomenti e quant’altro, le spara addosso servendosi di una anonima tastiera.

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