Polemica sulla frase di un padre: “mio figlio è un grande scopatore”. Sessismo al quartiere Madonnella di Bari?

di Romolo Ricapito
In mattinata, domenica di metà novembre verso mezzogiorno,  presso il quartiere Madonnella di Bari, una passeggiata in compagnia di un’amica più anziana di me.

calzini-a-letto-ecco-perche-una-donna-tradisce-1728x800_cLa donna, molto  socievole di carattere, rimaneva basi ta dalla somiglianza di un signore seduto al l margine del muretto  di un parco cittadino  con un personaggio famoso.
“Scusi, lei è il cantante Edoardo Vianello?”  chiedeva la mia amica al signore.
L’uomo, dopo aver scherzato un po’ sull’equivoco, ha risposto infine: “No, non sono il cantante di “Guarda come dondolo“.
Tra i due è nata una chiacchierata spontanea : entrambi vissuti e cresciuti al quartiere Madonnella condividevano esperienze, nomi e volti delle conoscenze in comune, abitudini.
A un certo punto il signore presentando il figlio, un giovane snello, biondino, con una lunga barbetta e gli occhi  celesti, da cane husky,  ha detto : “è il mio orgoglio, è un grande scopatore. Ha una ragazza in ogni città”.
Il ragazzo, dal temperamento flemmatico, ha sorriso, ma impercettibilmente.
La discussione è ripresa (tra la mia amica e il signore) mentre io e il giovane  ascoltavamo.
Ho usato la parola “scopatore” e non “amatore” perché quella originale, ossia realmente pronunciata dal padre, senza  infingimenti e censure, rende  meglio l’idea  e la motivazione che ha ispirato questo mio pezzo.
Poco dopo, seduto su una panchina del Lungomare, ho detto all’amica cosa ne pensavo della discussione, dopo che ci eravamo sganciati dalla coppia padre-figlio.
E cioè che mi aveva colpito maggiormente rispetto ad altro, la definizione del padre nei confronti dell’erede, assimilabile a un complimento, quella di   “grande Casanova”, per dirla con un eufemismo accettabile.
Un orgoglio tipicamente maschile, ma opinabile.
Definire il ragazzo un grande fornicatore è probabilmente nell’ordine della conservazione della razza. Serve perciò a perpetrare la specie. Almeno come idea.
Un giorno quel papà sarà anche nonno.
Epperò se al posto del ragazzo ci fosse stata una ragazza, esprimendosi il padre con lo stesso aggettivo sostantivato, egli avrebbe, nel sentire comune, paragonato la figlia a una sorta di donnaccia, o sgualdrina
Non lo avrebbe certamente fatto!
Ecco dunque la disparità di giudizio tra maschio e femmina, che si attua proprio nell’educazione dei padri.
In tema di parità, con i fatti di cronaca spiacevoli che si sentono in giro, per esempio i  femminicidi, oppure le violenze ingiustificabili nei confronti delle donne, essi potrebbero essere favoriti dalla sopravvivenza di una mentalità “al maschile” (“pro mascolinità “) e di disprezzo intrinseco  verso la donna,
Definire un proprio figlio grande fornicatore poi non lo raffigura probabilmente come futuro padre (o compagno) affidabile.
La fornicazione indiscriminata, approvata dal patriarcato, potrebbe essere un sintomo di disordine psicologico, veicolando  eventuali malattie a trasmissione sessuale, essere un sinonimo di mancanza di  serietà o voglia di impegnarsi in un rapporto stabile, fatto quest’ultimo  che crea molti disagi e solitudine nella nostra società.
Quante cose emergono da una semplice frase espressa con un entusiasmo un po’ ingenuo, a metà tra rozzezza e machismo fuori luogo!

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