Film: Genius, il ritratto di un “Proust” americano. Bravissimi Colin Firth e Jude Law nel ruolo dello scrittore Thomas Wolfe

genius film
di Romolo Ricapito
  “Genius” è un film biografico sulla storia (romanzata) dello scrittore americano Thomas Wolfe , ambientata negli  anni Trenta (si parte dal 1929).

Wolfe trova un alter ego “letterario” nel curatore editoriale Max Perkins.
Lo  scrittore è interpretato da Jude Law, mentre l’editor  da Colin Firth.
genius filmLa pellicola esplora i rapporti tra i due   in maniera esclusiva e comunque pregnante.
Perkins è una sorta di Pigmalione dell’altro, colui che lo valorizza, tagliando ed  editando ( rendendola fruibile al grande  pubblico)  la sterminata produzione dei suoi romanzi.
Infatti Wolfe è uno scrittore fluviale, prolisso, geniale ed entusiasta, che molti hanno paragonato a Proust .
La pellicola abbellisce soprattutto la figura dell’editor che è stato tacciato di avere rovinato, o comunque modificato in maniera discutibile, le opere di Wolfe coi suoi tagli inappropriati  oppure  eccessivi.
Il film diretto da Michael Grandage si avvale di colori autunnali; il marrone prevale nella fotografia, mentre la sceneggiatura analizza il profondo rapporto empatico a livello intellettuale  tra i due uomini, destinato a  trasformarsi  in un grande  affetto.
La cifra è quella di dimostrare che l’amicizia maschile è fondante nella personalità degli  adulti,  senza lo  spettro di  un eventuale sconfinamento nell’omosessualità.
La figura femminile del film è quella di Nicole Kidman che interpreta la moglie dello  scrittore, Aline Bernstein.
La Kidman che è evidentemente abbastanza invecchiata anche per colpa dell’uso del botox, appare da subito stridere con la giovinezza di Jude Law, il quale  però ha soltanto cinque  anni di meno.
La sceneggiatura spiega questa scelta della Kidman  come coprotagonista in quanto ella è al suo secondo matrimonio   : viene sottolineato anche in un dialogo come l’uomo sia molto più giovane.
La signora Wolfe  ha due figli adulti dal primo matrimonio ma essi  non compaiono mai.
Ma il film introduce anche le figure di scrittori universalmente famosi come Francis Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway.
Nicole Kidman
Genius-Nicole Kidman

Viene dato spazio soprattutto al primo negli  anni della crisi creativa, successiva al Grande Gatsby ,  mentre il secondo è mostrato tra un safari e l’altro.

I due letterati furono difatti  e non a caso  i più famosi clienti di Max Perkins.
Un altro ruolo femminile, ma minore, ossia quello della moglie di Perkins, è affidato a Laura Linney che appare molto invecchiata (esigenze di copione?) e rappresenta la figura amorevole di una paziente “Penelope”.
Anche l’altra, Aline (Kidman) è  una sorta di Penelepe . Ma si  stanca presto del suo ruolo sacrificato.
Le consorti vengono infatti messe completamente da parte nell’estenuante operazione di restyling dell’opera dello scrittore, ad opera del curatore e dello  stesso romanziere.
Anche se il film ha un preciso intento didattico e culturale, è adatto alle platee delle multisale,  che ne apprezzeranno la qualità.
Jude Law si esibisce in una gestualità molto caricata soprattutto  agli inizi, quando è un giovane autore squattrinato.
Anche la maniera di pronunciare le frasi, spalancando la bocca, raffigura una personalità estroversa. La  recitazione cala di tono man mano, mentre  quella  di Colin Firth e della Kidman è molto contenuta.
Il primo punta sulla flemma, la seconda su  un registro più tetro e drammatico.
Il film ha il merito di far conoscere uno scrittore misconosciuto. Basti dire che uno dei suoi romanzi   di maggiore successo è stato pubblicato per la prima volta nella sua edizione integrale soltanto nel 2000.
Il tutto è   comunque è tratto da una biografia dell’editor, Max Perkins: editor of Genius.
Il titolo  della pellicola  dunque è stato accorciato in Genius, infatti l’opera esplora appunto le caratteristiche di un autentico scrittore di capolavori, tra i più geniali, perché il suo scrivere è un’esigenza naturale come il  bere, mangiare, dormire e  che è capace di sovvertire tutte  le altre.
Il film abolisce quasi la sessualità, fatta salva una scena nella quale il Genio tasta e palpa due prosperose nere in un locale jazz frequentato esclusivamente da gente di colore.

Guy Pearce   è un dimesso Fitzgerald, mentre il ruolo di Hemingway appartiene a Dominic West. Il regista Grandage viene dal teatro e questo è il suo primo film per il  cinema, che però non soffre del danno dei tipici prodotti esageratamente ingessati o appunto teatrali, caratterizzati  dalla cultura del palcoscenico, ma ha un respiro cinematografico.

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