Bad Moms-Mamme Molto Cattive: perché il cinema americano è all’avanguardia nel trattare temi universali

di Romolo Ricapito

Bad Moms- Mamme Molto Cattive è un esempio di come il cinema americano possa unire giocosamente temi sociali (la vita stressante delle giovani madri) a produzioni alte per quanto riguarda, nella fattispecie, questo  mix riuscito di sceneggiatura, interpretazione, scene studiate apposta per divertire, ma anche assemblate in una maniera conforme agli standard di piacevolezza  e accuratezza più avanzati.

Bad Moms: una scena del film
Bad Moms: una scena del film
Alcuni critici “superficiali” hanno bollato la commedia come “volgare”, ma si tratta di una lettura approssimativa.
Occorre esaminare il grado di frustrazione, reale, di tante mamme sui 30 anni che negli Stati Uniti devono svolgere il classico ruolo di casalinga, unitamente ad altre infinite attività, imposte loro  dalla società dei consumi.
La tesi del film è che queste giovani genitrici, innamoratesi sui 20 anni e subito diventate iper- responsabilizzate a causa di immediate e ripetute gravidanze, esplodano a livello nervoso  quando i figli stanno ormai crescendo, nelle loro  prevedibili frustrazioni causate da incomprensioni o sottovalutazioni del loro ruolo.
Il tutto è esemplificato dal tradimento del marito di Amy (Mila Kunis  ) che si diverte alle sue spalle  intrecciando una relazione virtuale con una avvenente donna bionda; costei  gli si mostra nuda, a pagamento, su internet.
Da questa situazione, paradossale ma non tanto, sbocciano una serie di effetti che coinvolgeranno le due più care amiche di Amy, impelagate anch’esse in vite casalinghe frustranti e con la voglia repressa di essere assai meno accomodanti.
Ma il film esplora il rapporto delle mamme diciamo così “imperfette” col mondo della scuola, retto ancora oggi da rappresentanti, presidi e insegnanti pateticamente moralisti e apparentemente  condiscendenti.
La falsità di una serie di apparenze porta le interpreti a dare luogo a una critica spietata  di quella  società che le rende  sottomesse, alla ricerca di un’emancipazione che può attuarsi soltanto con l’essere meno asservite ( con mezzi leciti, ma soprattutto illeciti)  contro  un contesto che in realtà le emargina, grazie anche al  consenso dei mariti, maschilisti convinti.
Bad Moms: una scena del film
Bad Moms: una scena del film

Davvero riuscita l’interpretazione di Mila Kunis (attrice americana, ma naturalizzata, è nata infatti  a Kiev in Ucraina  nel 1983) bene affiancata dalle caratteriste Kathryn Hahn (nel mascolino e sboccato ruolo di Carla) e Kristen Bell (nei panni della timida Kiki).

La rappresentanza femminile è lunga. per un film quasi tutto recitato da donne: efficace la parte della  “cattiva” recitata da Christina Applegate (una curiosità; subì nel 2008 una doppia mastectomia) mentre Jada Pinkett Smith (moglie di Will Smith) ha un ruolo di puro contorno.
Tra gli uomini, si può citare Jay Hernandez, nei panni del giovane “vedovo” piacente e prestante,  concupito dalle mamme (anche le più insospettabili)  frustrate e assatanate.
La trovata di affidare il ruolo del “piacione” a un attore di origine ispanica, epperò  perfettamente integrato nella realtà statunitense, è apprezzabile: ma il contenuto del film è avvalorato da scelte “antibuoniste” (il matrimonio della protagonista non si potrà riparare) oppure contrarie alla “morale pubblica”, nel tentativo di riconoscere che anche soggetti parzialmente borderline possono essere mamme affettuose e affidabili.
Le scene al rallenty sono quelle maggiormente riuscite, laddove esplode la trasgressione  a tutto tondo, con un pizzico di follia, delle protagoniste, appoggiate da una colonna sonora efficace di brani dance di successo, come Cake by the Ocean di DNCE, direttamente dalle classifiche di Billboard.
La regia a quattro mani di Jon Lucas e  Scott Moore dà un valore aggiunto al film. Il duo di cineasti si alterna abilmente nel fornire un prodotto elevato  anche nelle scene finali: è notevole la  costruzione delle sequenze   minori.

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