E’ polemica sul cucciolo di chihuahua di Paris Hilton

di Romolo Ricapito

chihuahua-di-paris-hiltonE’ polemica su Paris Hilton che ha invitato i suoi numerosi followers su un social network (per la precisione, Instagram)  ad aiutarla a cercare un nome per il suo piccolo chihuahua , acquistato per l’equivalente di 7.200 euro.

E’ giusto esibire il “prezzo” di un cucciolo costoso, pari a vari stipendi di un’insegnante, o di un impiegato?
La polemica ha diviso, com’era logico aspettarsi. 
La Hilton è una miliardaria: dunque non si fa scrupolo, o non si pone le domande, delle cosiddette  persone normali.
Ma i normali quattro conti  in tasca se li fanno, eccome.
E allora: perché l’ereditiera non ha preso un cucciolo dal canile?
Per la  mentalità degli straricchi, tale atto di “empatia”  è impensabile.
Magari si può fare un assegno per beneficenza, che sposi le più differenti cause: ma mettersi in casa un “bastardino”, proprio no.
La Hilton ha sofferto per la dipartita di un precedente cane della stessa razza, che ha deciso di sostituire col nuovo acquisto.
I fruitori di internet però,  coloro cioè che seguono i più svariati personaggi ( quelli che  amano condividere foto ed opinioni su social) sono i più disparati.
E amano manifestare la loro schietta opinione su certi  beniamini, o su quei “famosi” che  destano la loro curiosità, e dei quali è sufficiente essere  anche soltanto “followers”(seguaci sui social network da Instagram a Facebook)  e non propriamente dei  fans (ammiratori) .
In quest’ottica, è stata “punita” la passeggiata di Gianni Morandi al supermercato di domenica mattina e attira critiche l’esibizione del  “pedigree” canino  da parte dell’ereditiera statunitense.
In pratica è come se il pubblico dei social ricomponesse certi “idoli”, sistemandoli in una dimensione più “casalinga” e umana, a uso e consumo della gente comune.
Non si tratta di odio, invidia o cattiveria, ma di “umanizzazione” di star che se cercano un “dialogo” virtuale, devono però capire che la critica, o l’atteggiamento di “ridimensionamento” di un certo star system è oggettivamente una cosa accettabile, perché elabora  assurde  frivolezza nel tentativo di  renderle più digeribili. E sensate.

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