L’assessora Capone risponde al M5S sui bilanci delle passate edizioni del Bifest

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 a cura di Clelia Conte  
foto di Leopoldo Cisonno
Loredana Capone
Loredana Capone

L’assessore alla Cultura Loredana Capone ha risposto all’interrogazione del Movimento 5 stelle che chiedeva di rendere pubblici, in formaanalitica, i bilanci delle passate edizioni del Bifest “in modo che si sappia chi ha redatto i preventivi, chi ha disposto gli impegni di spesa, come sono state impiegate le risorse e dove sono finiti gli incassi e di promuovere un dibattito in tutta la regione, per definire democraticamente, attraverso il confronto, le linee e gli obiettivi della politica e delle attività naturali dell’istituzione, che non può continuare a sommare e sostenere piccole e grandi riserve personali, dopo che gli stessi obiettivi generali della nuova Giunta sono stati definiti attraverso la rivoluzionaria partecipazione alle sagre di Emiliano”.

L’assessore si è impegnata a fornire i bilanci delle edizioni passate, mentre per quanto riguarda la politica culturale, ha annunciato la necessità “di mettere un punto fermo rispetto alle procedure adottate fino ad oggi, che prevedono un finanziamento a pioggia a prescindere dal merito delle iniziative sulla base solo del fatto che la domanda arriva in assessorato. Una modalità incompatibile con qualsiasi regola di merito comparativo”. Per questa ragione, ha spiegato “stiamo ridefinendo, con le associazioni di categoria, il regolamento relativo al piano dello spettacolo. Abbiamo stanziato 45 milioni di euro, nel Piano per il Sud, che diversamente non avremmo potuto ottenere più dai fondi FESR. E’ necessario però che le associazioni o fondazioni che fino ad ora hanno svolto attività culturali si trasformino in imprese, per poter partecipare ai bandi di iniziativa pubblica sia dei Comuni, sia della Regione, sia del Ministero.

Il bando “In Puglia 365” è solo un esperimento pilota. Sono arrivati 137 progetti, di cui 76 sono stati dichiarati ammissibili. Se non si crea questa rivoluzione culturale nel modo di fare impresa della cultura o attività culturali, purtroppo si rimarrà in attesa di finanziamenti a pioggia o centellinati una volta ogni tanto. Ovviamente, questo vale anche per i grandi festival”.

 
 

 

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