Prima di lunedì con Vincenzo Salemme: film corale la cui unica, vera novità è l’interpretazione comica di una bravissima  Sandra Milo

di Romolo Ricapito

11987116_10207613055915556_8012403222404364755_nPrima di lunedì” diretto da Massimo Cappelli che lo ha anche sceneggiato assieme a Fabio Troiano  (e Beppe Lo Console) è un tentativo di commedia all’italiana corale che coinvolge attori di diversa estrazione ed età. E cosi   Vincenzo Salemme (59)  primo nome del cast, si affianca a Fabio Troiano (42) e a Martina Stella (31) ; ma la vera novità del cast è Sandra Milo (83) in un ruolo comico.

L’attrice si è dichiarata felice, in un’intervista televisiva,  di ricoprire un personaggio che fa  ridere a tutto tondo, cosa mai accaduta nella sua carriera.
Tra gli interpreti troviamo anche  Andrea Di Maria, nome non notissimo (appena apparso nella fiction di Rai Uno Lampedusa) e anche l’ex modello Sergio Muniz.
I ruoli più interessanti se  li giocano Salemme che è Carlito, un mercante d’arte ricchissimo e disonesto dalla spocchia intellettuale e Sandra Milo, che interpreta Chantal, una donna francese naturalizzata italiana; costei  si gioca le ultime carte per una “botta di vita” cercando nelle chat su internet un baby-fidanzato, ossia un partner di decenni più giovane .

Tutto ruota attorno al furto di un prezioso uovo di dinosauro.

Sandra Milo e Vincenzo Salemme-
PRIMA DI LUNEDI’- Una splendida Sandra Milo. A ds. Vincenzo Salemme e al suo fianco si intravede Martina Stella
La storia si attesta come una sorta di road movie con finanche delle  gag ambientate in un vero circo, dove lavora Blanco, un lanciatore di coltelli interpretato dall’esotico Muniz.
Bellezza e grazia sono appannaggio di Martina Stella, nel ruolo  di  una promessa sposa.
Il contrasto tra la giovinezza della Stella e la vecchiezza di Sandra Milo (che spiritosamente ha accettato un ruolo sopra le righe all’interno del quale viene anche sbeffeggiata) è una delle  cose più riuscite del film, che però sconta la nemesi di una sceneggiatura abbastanza scadente, almeno  in alcuni punti.
Il telefonino che squilla al funerale all’inizio della pellicola e che tutti gli attori e le comparse credono sia il proprio, è una gag vecchia e inutile.
Il monologo di  Vincenzo Salemme contro l’Ikea, ditta che non viene nominata ma che è facilmente identificabile, è prolisso.
Così come appare  banale  il ping-pong verbale  tra lo stesso Salemme e una stranita Sandra Milo : il mercante d’arte avvia con lei una sorta di duello di paragoni, a senso unico, che scredita la Francia per celebrare l’Italia, fondato su antiche rivalità culturali e di pensiero.
Tenendo presenti questi difetti, il risultato finale merita la sufficienza, o anche qualcosa di più, in quanto si rivela comunque un tentativo di svecchiare la solita commedia all’italiana composta dagli stessi nomi e le stesse situazioni .
Si è rinnovato dunque almeno il cast , in questo contesto, dando la possibilità a tanti attori di dimostrare la propria  bravura in un ensemble accettabile e che non scontenterà soprattutto il pubblico di mezza età. Dopo il primo giovedì   d’esordio la pellicola al box office si è posizionata su  una dignitosa nona posizione, con una media per sala però piuttosto bassa.
Ma bisogna tener conto  dell’uscita in contemporanea  dell’ultimo capitolo di Bridget Jones, che sta sottraendo molti incassi ai film  italiani.

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