Rudy Guede chiede la revisione del processo sull’omicidio Meredith. Raffaele Sollecito si dissocia, mentre Amanda Knox negli Usa è inquieta per il cambio-casa

Meredith Kercher

di Romolo Ricapito

Meredith Kercher
Meredith Kercher

La revisione del processo riguardo la morte di Meredith Kercher chiesta dagli avvocati di Rudy Guede, recentemente laureatosi con 110 e lode in Scienze Storiche del territorio e precedentemente condannato a 16 anni di reclusione,  ha riportato sotto i riflettori di riflesso anche Raffaele Sollecito e Amanda Knox che furono assolti nel 2007 dalla Cassazione dall’accusa di compartecipazione al crimine.

Amanda Knox ha affidato a un blog statunitense le sue inquietudini, relative a un cambio di residenza che vede anche  l’inizio della convivenza con un nuovo compagno.
La felicità della sua nuova sistemazione si mischia ai ricordi della prigione. Detenuta ingiustamente a Capanne, la giovane si sente ancora “prigioniera del passato” con sensazioni che riaffiorano in momenti di cambiamenti cruciali e quindi di stress.
Raffaele Sollecito prende le distanze dalla richiesta di revisione voluta da Guede, spiegando che l’ivoriano lasciò delle evidenti tracce sulla scena del crimine, mentre lui e la Knox, come riconosciuto dai giudici, non erano presenti durante quel  delitto nella famosa residenza per studenti di Perugia.
Due innocenti, un colpevole riconosciuto e  che però rifiuta di esserlo.
Infine Meredith.
Pochi parlano di lei, in quanto la vittima è sempre quella che giace e perciò rischia quindi di essere dimenticata.
Sicuramente   con la revisione del processo a Guede, comunque vada, lo spettro di Meredith verrà agitato.
Potrebbero nascere speculazioni, reinterpretazioni e riletture.
Ma bisogna attenersi ai fatti
Meredith Kercher ha avuto veramente giustizia?
A chiederselo, nel dubbio, sono soltanto i suoi familiari.

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