L’elezione a Mr World 2016 dell’indiano Rohit Khandelwal: dietro la leggerezza, sottotesti sociali che cambiano il concetto di bellezza maschile

Rohit Khandelwal

di Romolo Ricapito

Rohit   Khandelwal  con un turbante conturbante
Rohit Khandelwal con un turbante conturbante

Concorsi di bellezza un tempo prerogativa delle donne ma adesso diventati una realtà importante anche per gli uomini.

Ecco   dunque che diventa “Mister Mondo” l’indiano , di professione modello.
Il giovane, fronte alta, capello  scuro fluente  e barbetta, rappresenta un nuovo genere di fascino maschile che comunque va bene anche per l’Europa.
Khandelwal ha baciato il trofeo consegnatogli (che sostituisce la vecchia Coppa delle “Miss”) con un significato ben preciso: lo sdoganamento dell’India dall’esilio culturale al quale spesso le mode europee hanno costretto un paese così interessante e suggestivo.
 Khandelwal è anche attore. E così mira anche  a un posto al sole, magari a Hollywood, sulla scia del conterraneo Kabir Bedi, il famoso Sandokan, che decenni fa fu relegato  a un ruolo marginale da “cattivo” in un film di 007.
E così per tante ragioni e significati, un concorso di bellezza maschile rivela sottotesti sociali e si rivela apripista di altro.
Non più celebrazione dell’esteriorità

Rohit   Khandelwal
Rohit Khandelwal

, ma apertura verso altre culture spesso sottovalutate, anche per i vecchi cosiddetti canoni di bellezza fisici che privilegiavano soltanto gli occidentali e gli statunitensi.

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