Scontro ferroviario Andria – Corato: basta speculare sul dolore dei familiari

solitudine

di Vera Di Venere

Una settimana è trascorsa dalla tragedia dello scontro ferroviario sul binario unico Andria – Corato. Tanto è stato scritto e tanto si è detto, ma ciò che delude è il lavoro dei giornalisti.

L’accusa è mossa dal fidanzato di Iolanda Inghingolo. Non ha fatto nomi ma ha accusato la categoria dei giornalisti. A quanto si apprende, le storie ricostruite non sono state veritiere: avrebbero inventato la storia della mamma ritrovata con la figlia abbracciata , e tante altre inesattezze. Il problema è fino a che punto sia deontologicamente professionale romanzare una morte collettiva?

Il fidanzato di Iolanda e i familiari delle vittime hanno il diritto di vivere il loro dolore senza essere assaliti da media bugiardi. Il fidanzato di Iolanda e i famliari delle vittime devono sapere anche che il loro dolore, è anche il NOSTRO. E’ anche nostro il dolore di aver perso persone (anche se non conosciute) che avrebbero potuto essere nostri padri, madri, fratelli, sorelle, figli e amici. E’ straziante il sol pensiero di una morte assurda come questa, e quindi lungi da noi le menzogne giornalistiche costruite al fine di guadagnare audience e lettori.

 

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