La piena estate dei tatuaggi : corpi maschili come tappeti di pelle umana

uomo tatuato

di Romolo Ricapito

Siamo in piena estate e lo scoprirsi indossando magliette e pantaloncini è un fatto naturale, anche di sera e ancora di più nelle località vacanziere.

Spogliarsi delle camicie a maniche lunghe e mostrare le gambe, per gli uomini, adesso riveste anche un altro significato.

Quello di mostrare cosce  completamente tatuate, o braccia tempestate di raffigurazioni di ogni genere, da quelle egizie alle tribali, in una esplosione di colori nella quale dominano il verde scuro e i toni scarlatti.

L’abbigliamento dunque è scelto in funzione con l’accostamento della pelle che, così ridipinta, diviene ormai una specie di tappeto di carne.

I pantaloncini,  dalle tinte chiare, non devono stridere con il fogliame o le decalcomanie che hanno assimilato  braccia, o gambe, o tutti gli arti insieme, a raffigurazioni di arte moderna su soggetti che paiono orgogliosi di essere paragonati , soprattutto nella loro mentalità acquisita, a opere d’arte viventi, da esibire oltre che sulle spiagge anche nei ristoranti alla moda.

Per certi uomini il tatuaggio riveste ormai un’importanza vitale: sostituisce l’esibizione del Rolex, o di altri orologi di marca, che attestavano la consistenza del portafoglio. Perché adesso, danarosi o spiantati, tutti devono avere il tatuatore di fiducia , il quale ha sostituito la figura del barbiere.   Gli “aggiornamenti” da  apportare alla pelle nuda hanno assunto allora  la frequenza dei tagli di capelli, come se la mania del tatuaggio dovesse essere continuamente  rinnovata  e adattata ai capricci delle mode o di uomini diventati ormai più esigenti e capricciosi delle loro compagne.

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