Il Comune di Bari dice sì a “LA PUGLIA NON TRATTA”

BARI – Su proposta dell’assessora al Welfare, Francesca Bottalico, la giunta ha approvato  l’adesione del Comune di Bari al progetto la “Puglia Non Tratta-Insieme per le vittime”, il programma di emersione, assistenza e integrazione sociale delle vittime di tratta, candidato dalla Regione Puglia e dagli attuatori al finanziamento del fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – dipartimento per le Pari opportunità. Si tratta di un bando nazionale finalizzato ad assicurare ai destinatari adeguate condizioni di alloggio, vitto, assistenza sanitaria e, successivamente, la prosecuzione dell’assistenza e dell’integrazione sociale. Il progetto di respiro regionale, cui il Comune di Bari ha aderito in qualità di partner con un cofinanziamento, vede la partecipazione delle associazioni “Micaela onlus” (Bari), Giraffah! (Bari), delle società cooperative “Comunità Oasi2 San Francesco” (Trani), Caps (Bari), “Atuttotenda” (Maglie) e “Iris” (Manfredonia).

L’assessorato al Welfare, attraverso questa collaborazione in rete, intende avviare sul territorio comunale azioni mirate di sensibilizzazione e informazione sul fenomeno della tratta degli esseri umani, collaborare attivamente al rafforzamento di una rete territoriale di confronto e scambio che favorisca interventi integrati per l’emersione delle vittime e contribuire alle iniziative di formazione rivolte a operatori sociali, Polizia municipale, operatori sanitari e altri soggetti impegnati sul campo.

“L’adesione al progetto ‘La Puglia non Tratta’ – commenta Francesca Bottalico – ci permette di dare continuità a un’azione finora realizzata in rete con la Regione Puglia e le organizzazioni del privato-sociale attraverso i progetti ‘Le città Invisibili’, ‘Aleida Domo Vitae Novae’ e ‘Dorp House’ con la Caritas. Partecipare come partner a questo bando significa sostenere e potenziare le azioni di primo contatto, orientamento, tutela della salute, informazione e accoglienza delle vittime di tratta. Un percorso integrato che ha visto il confronto tra enti locali, forze dell’ordine e organizzazioni al tavolo antitratta, costituito già da tempo presso la Prefettura e rafforzato dalla sottoscrizione di un protocollo d’intesa a marzo del 2015. Le proposte di ordinanze, che colpiscono le donne che si prostituiscono, non rappresentano affatto una soluzione. Definire procedure chiare e coordinate per tutelare le vittime è la chiave per contrastare il fenomeno della tratta e dello sfruttamento. Ad esempio, attraverso ‘Città Invisibili’ nel secondo semestre del 2015 si sono verificati 661 contatti con donne in condizione di grave sfruttamento sessuale, 89 accompagnamenti socio-sanitari e sono stati effettuati 30 colloqui individualizzati. Due delle donne avvicinate sono riuscite a voltare pagina e a ricominciare a vivere. Tutto ciò grazie al costante contatto e alla continua presenza nei luoghi dello sfruttamento degli operatori, grazie ai quali le donne hanno potuto ricevere risposte immediate”.

Nello specifico il progetto la “Puglia Non Tratta -Insieme per le vittime”, che la Regione Puglia ha candidato a un finanziamento di 1.200.000 euro, prevede:

  • attività proattiva e di primo contatto di contrasto allo sfruttamento;
  • attività di counseling e orientamento legale nei CASS e negli SPRAR diffusi sul territorio della regione, volti ad intercettare vittime e/o potenziali vittime della tratta richiedenti protezione internazionale;
  • interventi di tipo residenziale in case di accoglienza a favore di donne e uomini immigrati vittime di tratta, a scopo di sfruttamento sia lavorativo che sessuale e donne in stato di gravidanza o con neonati a carico, che riescono a sottrarsi alla violenza fisica e psicologica degli sfruttatori, nella maggioranza dei casi denunciandoli alle forze dell’ordine;
  • interventi di inserimento socio- lavorativo della stessa utenza con l’attivazione di tirocini formativi e formazione pratica in impresa e altri strumenti per facilitare l’inclusione.

Gli interventi consistono in:

  • unità mobili di primo contatto operative nelle campagne e nelle aree urbane, Help Center e sportello informativo;
  • strutturazione partecipata degli spazi e dei tempi di accoglienza;
  • orientamento psico-pedagogico (gruppi autobiografici, gruppi di auto-aiuto, counselling di sostegno, di orientamento, di contenimento);
  • iter legali, burocratici, assistenziali: accompagnamento alla denuncia, rapporti con il tribunale per i minorenni, con le Procure della Repubblica, con le Questure, avvio delle pratiche presso le ambasciate per il rilascio del permesso del passaporto, avvio delle pratiche per l’ottenimento dello speciale permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 18.d.lgs.286/98;
  • orientamento socio-culturale (alfabetizzazione della lingua e della cultura italiana);
  • orientamento lavorativo (analisi/bilancio delle competenze, accompagnamento al lavoro con l’assegnazione di borse lavoro e esperienze di formazione pratica nelle imprese);
  • sensibilizzazione e attivazione della rete territoriale attraverso cantieri multidisciplinari di responsabilizzazione collettiva.

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