Smeraldi a Colazione di Marta Marzotto: le sette vite di una contessa molto mondana, amante dell’arte e della vita di lusso in Costa Smeralda

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di Romolo Ricapito

 
smeraldi a colazioneSmeraldi a Colazione di Marta Marzotto con Laura Laurenzi, Cairo Editore, 16 euro  è la storia appassionante della contessa nata mondina e diventata mondana.A dirlo è  e lei stessa. Le tappe sono rapide: da modella a moglie dell’industriale tessile Umberto Marzotto , quindi 15 anni passati in casa a sfornare e accudire cinque figli, nati uno dietro l’altro, tra cui Annalisa, morta giovanissima per fibrosi cistica e alla quale la madre dedica l’ultimo pensiero del libro.

La narrazione  si fa maggiormente interessante   con l’ingresso in scena del pittore Renato Guttuso, che fu l’amante della contessa per 20 anni. Il patto di non belligeranza firmato virtualmente col conte Umberto prevedeva i propri “spazi” e Marta se li è presi tutti.
Di Guttuso viene descritto a forti tinte il drammatico declino, segnato da una sorta di reclusione forzata, secondo la contessa, che lo isolò da amicizie e affetti.
Quindi l’adozione da parte del Maestro di un figlio, all’epoca suo factotum, per la  quale non solo Marta, ma anche altri, non ci videro mai chiaro, per  la rapidità della decisione unita a una serie di perplessità e sospetti che nel libro vengono espressi esaustivamente.
L’ipocrisia della conversione al cattolicesimo di Guttuso e l’attacco ai cattocomunisti che popolarono il suo funerale è un’altra denuncia del volume.
E’ un’ordalia quella della contessa Marta, prima adorata da tutti, quindi “schifata” e denigrata dopo la morte del Maestro anche sulla stampa. Lettere private che le sono state rubate, pubblicate, vendute in volume. E poi l’ostracismo del gotha politico: fino alla fuga di Nilde Iotti, fino a quel momento facente parte della vita della Marzotto, che si eclissa senza giustificazioni. L’altra parte interessante riguarda il legame col politico di sinistra Lucio Magri, con il quale Marta vive una bollente passione facendo soffrire il pittore, il quale reagirà producendo  alcune  delle sue più sofferte opere. Magri, bello impossibile, è delitto come uno snob amante del lusso e delle tavole apparecchiate con ogni sorta di raffinate prelibatezze.
Ma Marta accoglie disinteressatamente alle sue feste nella casa romana di Piazza di Spagna non solo   il gotha politico e dello spettacolo, ma anche, in serate intime davanti alla televisione, gli amici Dario Bellezza e Alberto Moravia, il secondo in fuga dalla moglie, che lo allontanava chiudendosi a chiave in camera. I tre cenano con del    caviale guardando vecchi film in bianco e nero .
Le mie sette vite” è il sottotitolo del volume: Marta sa reinventarsi anche come stilista per la Standa . Raccontati anche i suoi viaggi per ogni dove, in compagnia delle amiche o delle figlie, mentre il lungo racconto termina con l’allestimento di una sua casa da sogno in Marocco e un ricordo positivo di Gheddafi. La narrazione è intensa, appassionante e intrigante. Scade però nella parte conclusiva, dove si parla della Costa Smeralda e delle feste alle quali Marta partecipa,o  che organizza. Troppo sfoggio e spreco di nomi, oltre che di  esteriorità, provoca nel lettore una sorta di straniamento, che sfocia nel disagio. A ciò non è estraneo un certo narcisismo di Marta che si avverte anche in un desiderio di immortalità, o nel racconto di quando fa il bagno nuda in spiaggia alle 6 del mattino, credendo di non essere vista, ma invece spiata da un insolito ammiratore.

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