LUCERA- Alla libreria KUBLAI, Paolo Di Paolo presenta“UNA STORIA QUASI SOLO D’AMORE” (Feltrinelli)

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a cura di Magda Lacasella

A Lucera arriva uno dei più talentuosi scrittori italiani alla libreria-caffè Kublai: venerdì 3 giugno, alle 20, Paolo Di Paolo presenta “Una storia quasi solo d’amore” (Feltrinelli).

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Di Paolo ha trentadue anni ed è uno dei più bravi e talentuosi scrittori italiani. Allievo prediletto di Antonio Tabucchi, ha collaborato, oltre che con il grande autore di “Sostiene Pereira”, con Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Antonio Debenedetti, Nanni Moretti, Andrea Camilleri, Emanuele Trevi, Melania Mazzucco. E’ stato finalista al Premio Strega e al Premio Campiello, ha vinto il Mondello e il Vittorini. Soprattutto Paolo Di Paolo sa raccontare i tempi e gli sguardi interiori come pochissimi.

Dialoga con l’autore la giornalista Enza Moscaritolo.

Il libro racconta dell’incontro, in una sera di ottobre, tra Nino e Teresa. Lui rientrato da Londra, insegna recitazione a un gruppo di anziani. Lei lavora in un’agenzia di viaggi. Dal fascino indecifrabile di Teresa, Nino è confuso e turbato. Starle accanto lo costringe a pensare, a farsi e a fare domande, che via via acquisiscono altezza e spessore. Al di là dell’attrazione fisica, coglie in lei un enorme mistero, portato con semplicità e scioltezza. L’uno guarda l’altra come in uno specchio, che di entrambi riflette e scompone le scelte, le ambizioni, le inquietudini.
Tanto Nino è figlio del suo tempo (molte passioni spente, nessuna tensione ideologica), tanto Teresa, con il suo segreto, sembra andare oltre. Ostaggi di un mondo invecchiato, si lanciano insieme verso un sentimento nuovo, come si trattasse di un patto, di una scommessa. Accade sotto lo sguardo lungo e partecipe di Grazia, zia di Teresa e insegnante di teatro di Nino, attor giovane allo sbando. Proprio mentre crescono l’attesa e il desiderio, Grazia esce di scena, creando una sorta di “dopo” che rilegge l’intera vicenda di Nino e Teresa, il loro cercarsi là dove sono più profondamente diversi.
Paolo Di Paolo entra nel teatro della contemporaneità cogliendo i segni di un bene inaspettato, di una luce che si accende dove smettiamo di esigere garanzie, dove viene voglia di mettersi alla prova. E di capire se siamo in grado di vivere.
E certo uno poteva aver visto nascere i fiammiferi e la locomotiva a vapore, il primo lampione a elettricità, il telefono, il televisore o il primo computer grosso come un comodino, ma nulla poteva essere più stupefacente di te, stasera, davanti a me.
 

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