“Condividi la Pace”  in un disegno

E’ stato il tema del concorso artistico annuale  “Un poster per la pace” che i Lions club sponsorizzano a livello mondiale

 

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di Vera Di Venere

E anche quest’anno, i Lions “Club Aragonese” di Bari hanno  premiato i ragazzi partecipanti  nell’ambito di un evento  svoltosi nell’auditorium “Giovanni Ianni”  nella sede della Polizia Municipale nel quartiere Japigia di Bari.

Nel corso degli ultimi 25 anni – spiega Francesco Nuzzi, presidente dei Lions “Club Aragonese” –  al concorso hanno partecipato oltre quattro milioni di bambini provenienti da quasi 100 paesi. Il “Poster per la pace” è per noi un orgoglio.  La pace nel mondo vista con gli occhi di ragazzi dagli 11 ai 13 anni, è per noi un viaggio pieno di soprese.  Ogni tecnica di disegno –  continua Nuzzi – è stata ammessa:  dal carboncino alla matita, dalla pittura ai collage. I lavori che ci sono pervenuti sono unici ed esprimono emozioni, esperienze di vita e la cultura di ogni giovane artista”.

“Ogni anno – aggiunge il presidente  – si selezionano 24 finalisti internazionali. I poster vengono pubblicati globalmente tramite Internet, stampa e mostre in tutto il mondo. I poster vengono giudicati in base a criteri di originalità, merito artistico ed espressività del tema.I poster passano attraverso diversi livelli di selezione: locale, distrettuale, multidistrettuale ed internazionale. A livello internazionale, la giuria, costituita da esperti di arte, pace, giovani, educazione e media, sceglierà il vincitore del primo premio e i vincitori dei 23 premi di merito. I vincitori delle precedenti edizioni del concorso Un Poster per la Pace  sono stati ragazzi dal Brasile, Guadalupa, Hong Kong, India, Indonesia, Italia, Giappone, Libano, Malaysia, Martinica, Perù, Filippine, Sud Africa, Mulidistretto 300 Taiwan, Thailandia, Turchia e Stati Uniti. Il vincitore di quest’anno è un ragazzo cinese di 12 anni”.

I disegni ricevuti sono stati valutati da una giuria esperta in ogni disciplina.

Prima della premiazione, Cristiana Simonetti, docente di Pedagogia all’Università di Foggia spiega alcuni disegni :  “Nelle loro opere, i ragazzi hanno dato un significato attuale e moderno della pace. La pace non è una cosa così lontana e astratta. La pace è accanto a noi, a partire dal compagno di banco a scuola. I ragazzi hanno conosciuto le loro ‘guerre’. La guerra – continua Simonetti – non è intesa come guerra in Iraq, o in Siria o altrove nel mondo, ma per i nostri ragazzi la guerra è anche il sopruso a scuola, ossia il bullismo.  La partecipante Bianca Scarangella ha disegnato un cubo magico tra due mani che lo ruotano. Una mano è bianca (in rappresentanza dei popoli di etnia caucasica)  e l’altra è nera (in rappresentanza dei popoli  di etnia africana). Il cubo è la pace, ed è nelle mani di noi esseri umani. Affinché si realizzi la pace, è importante che il cubo venga ruotato. Nella rotazione, vi è l’impegno di ognuno di noi a creare la pace e a mantenerla”.

La Simonetti  spiega  il disegno di Luca Parente,  di Mola di Bari: “Ogni ragazzino ha la sua individualità. Il disegno di Luca aiuta alla socializzazione. C’è un filo spinato in un campo di battaglia, che separa due soldati. Uno dei due soldati tenta con una mano ad annullare il confine, abbassando il filo spinato, e gettando per  terra, in segno di resa, il suo fucile. E’ un bello esempio perché questo disegno fa comprendere che da noi la famiglia esiste e resiste: grazie ad essa abbiamo gli strumenti giusti per affrontare ogni ostacolo nella vita. E così, siamo in grado di prendere in mano il nostro ‘filo spinato’, l’ostacolo e fare opposizione ad ogni nostra visione di guerra. Luca sottolinea l’incontro con l’altro, piuttosto che ‘contro’ l’altro, e  ci suggerisce di prendere in mano il filo spinato, è un passo verso l’unione, la pace.  Si tratta dunque – precisa Cristiana Simonetti – di un percorso all’educabilità alla pace. E l’educabilità,  è insita in noi ancor prima di nascere.  Il disegno di Ruben Cellamare rappresenta una bomboletta spray della pace,  è un magico antidoto ‘anti-tutto’. In questi disegni c’è una denuncia palese:  c’è difficoltà nel prendere in mano il filo spinato, c’è difficoltà nel trovare la bomboletta della pace. I valori si respirano, non si insegnano,  e i ragazzi sono alla ricerca di questi valori, li vogliono respirare.  E uno di questi valori, è la pace”.

“Stavolta sono i ragazzi –  conclude  Simonetti – che vogliono insegnare qualcosa agli adulti. Probabilmente perché in chi educa a casa, non sono molto ben presenti tali valori.  I ragazzi hanno il coraggio della pace, hanno il coraggio di prendere il filo spinato in mano,  ma gli adulti lo hanno questo coraggio? L’anima della pace è nell’amore.’ Laddove c’è una volontà,  lì c’è una strada’, perciò impariamo a percorrere insieme una strada piena di amore.”

Bianca Scarangella, scuola “Mazzini”, di Modugno, si è classificata  quarta a livello regionale.

 

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