TARANTO: Giornata jonica della cultura classica: radici greche ma non solo

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riportato da Magda Lacasella

Giornata jonica della cultura classicaTaranto, Palazzo di Città, 31.03.2016 Con delibera n. 16 del 2 marzo 2016 il Consiglio comunale di Taranto – su proposta del Comitato per la Qualità della Vita – ha istituito la “Giornata jonica della cultura classica”, da tenersi ogni anno il 2 aprile (data della morte dell’umanista tarantino Tommaso Niccolò d’Aquino).

In ottemperanza a tale deliberazione la mattina del prossimo 2 aprile, alle ore 9.30 nel Sala degli Specchi del Palazzo di Città, sarà svolta la celebrazione di detta Giornata.

I lavori saranno presieduti dal presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti; dopo i saluti del sindaco, Ippazio Stefàno, dell’assessore alla Cultura Mino Ianne e del presidente CQV, Carmine Carlucci, svolgeranno le relazioni la prof. Francesca Poretti, delegazione AICC di Taranto, e il dott. Luigi La Rocca, soprintendente ai Beni archeologici della Puglia. Il prof. Francesco Totaro, dell’Università di Bari, ricorderà la figura di Adolfo Mele, illustre antichista tarantino, recentemente scomparso.

Gli allievi del Liceo musicale “Archita” proporranno musiche originali greco antiche, presentate dalla prof. Maria Antonietta Carola, che si soffermerà su “Gli strumenti musicali apuli nei dipinti vascolari del MarTa”.

“Ricordare i fondamenti classici della cultura tarantina – osserva l’assessore Mino Ianneappare rilevante in una prospettiva di valorizzazione identitaria della nostra storia che guarda a un futuro nel recupero della memoria e della tradizione del territorio. Non dubito sul fatto che la denominazione “Giornata jonica della cultura classica” intenda richiamare tutto il patrimonio della nostra storia, da quello greco-romano e quello successivo, che ha trovato sul terreno della tradizione cristiana la sua più autentica espressione e comprensione. Sotto un unico brand– aggiunge Mino Ianne –punteremo, infatti, a ricomprendere tutto il patrimonio culturale del territorio, non solo quello greco-classico ma anche la successiva ricchezza della nostra tradizione medievale, umanistico-rinascimentale e barocca che si esprime, anche urbanisticamente, nella unicità del Borgo Antico o nella fecondità etno-antropologica degli antichi Riti della Settimana Santa. A questo periodo storico, infatti, appartengono, espressioni d’arte conservate nello splendore delle chiese e dei palazzi nobiliari. In quest’ottica possiamo a giusta ragione ritenere per cultura classica tarantina, quella che, partendo dal mondo antico, giunge fino alle espressioni più felici dell’età umbertina senza alcuna limitazione temporale e storiografica”.

 

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