Raffaele Sollecito ospite del Circolo Unione di Bari – di Romolo Ricapito

Raffaele Sollecito al circolo Unione di Bari

“Vi racconto per filo e per segno la notte in cui Meredith morì. Rudy Guede? Non ce  ‘ho con lui, potrebbe stare in comunità e non in carcere”

Raffaele Sollecito al circolo Unione di Baridi Romolo Ricapito

Circolo Unione di Bari, 2 marzo: nell’ambito di una serie di incontri – dibattiti aventi oggetto casi di cronaca nera nazionali, è stato ospitato Raffaele  Sollecito che ha anche presentato il suo libro edito da Longanesi “Un Passo Fuori dalla Notte“.

La serata ha riguardato non soltanto i soci del Circolo Unione, ma anche gli ospiti, essendo l’incontro aperto a tutti.
Raffaele  Sollecito dopo avere ringraziato il pubblico della  partecipazione, ha definito la vicenda nella quale fu coinvolto, il delitto di Meredith Kercher a Perugia avvenuto nel novembre del 2007, “triste e drammatica non solo per la vittima”, ma per una serie di altre persone coinvolte a sproposito per pressapochismo, negligenza, incompetenza delle forze dell’ordine. “Ciò è maggiormente doloroso se si pensa che esse dovrebbero  garantire i diritti di tutti”.
Raffaele Sollecito al circolo Unione di Bari
Raffaele Sollecito al circolo Unione di Bari

Sollecito è apparso in forma, con un completo nero al quale ha abbinato una cravatta rossa a pois bianchi con annesso fazzoletto di uguale tinta nel taschino.

I capelli biondo cenere, lisci, erano raccolti dietro la testa in un codino. Il giovane è sembrato quasi un nordeuropeo, anche per il colorito rosa pallido e l’aria composta e flemmatica, che però rivelava una grande sensibilità, unita a una pregressa sofferenza.
“Rimanemmo sbalorditi perché ci hanno perseguitato peggio di criminali della camorra e della mafia (lui con Amanda Knox, n.d.r) e sono stati 8 anni di tragedia, con 5 processi, 4 di carcerazione preventiva e 6 mesi di isolamento”.
L’indignazione è palese ma sembra quasi una forma di rassegnazione a un sistema giudiziario che Raffaele ha intenzione di combattere e migliorare: vedremo più avanti come.
Sollecito ha aggiunto che la sua carcerazione è  stata comprensiva di 3 anni e mezzo in un carcere di massima sicurezza.SAM_0402
Il teorema degli accusatori era fallace,   con  nessuno riscontro.
Dal racconto emerge la figura del padre,  presente in sala in prima fila,  che doveva sottoporsi a continui viaggi per assistere il figlio nelle poche ore previste dal regolamento carcerario per i parenti più stretti .
Ripercorsa la vicenda: “stavo aiutando Amanda, una ragazza di Seattle conosciuta 5  giorni prima, era completamente sola a Perugia.
Era un’amica con la quale avevo intrapreso un rapporto affettivo”.
“Fummo i primi-ha continuato Raffaele- io e Amanda, a entrare nel casolare abitato dalla stessa Meredith (e da Amanda, n.d.r).
La porta della stanza di Meredith era chiusa a chiave e non si poteva entrare: non potevamo  dunque sapere del suo corpo esanime,  ma pensammo a un furto. Chiamai allora mia sorella, Tenente dei Carabinieri”.
A questo punto il giovane si è interrotto e ha detto    : “sbattuta fuori dall’arma per il cognome che porta nel lontano 2009”.
Ecco allora la dimostrazione pratica  della sofferenza che coinvolge gli affetti e a volte li danneggia.
Ma la spiegazione è andata avanti: “Meredith non rispondeva al cellulare alle chiamate dei Carabinieri che volevano parlare con Filomena Romanelli, una coinquilina della Kercher. Erano stati ritrovati due cellulari con una scheda, che apparteneva alla Romanelli. Questo perché Meredith, di nazionalità britannica, aveva in prestito  tale  scheda per effettuare le sue telefonate”.
Non tutte queste precisazioni sono emerse durante i vari talk show che hanno narrato la vicenda Kercher, ma che hanno parlato soprattutto di Amanda Knox.
Un amico della coinquilina sfondò la porta. Facce inorridite, pianti, etc.
I poliziotti si concentrarono dunque sulla Knox, “estroversa rispetto  agli  altri coinquilini”.
“Io e Amanda eravamo gli unici a non avere l’assistenza di avvocati, a differenza degli altri ragazzi”, rivendica Sollecito.
Aggiungendo: la notte dell’omicidio la passai a casa  mia, con Amanda.
Lo stupore e lo  sconcerto di Sollecito è rievocato con la conferenza stampa del questore di Perugia che annunciò a tutto il mondo di avere ritrovato i colpevoli: Knox, Patrick  Lumumba e Raffaele. “Proprio quelli che poi sono   stati scagionati!”
Sollecito ha poi rimarcato che l’unica impronta e traccia rilevante nella stanza di Meredith era quella di sangue appartenente a Rudy Guede trovata sulla fodera del cuscino.
Le contraddizioni di Amanda Knox e l’accusa a Lumumba secondo Sollecito erano dovute a uno stress della ragazza, messa 15 ore sotto torchio. La Knox non parlava molto bene la lingua italiana ed era assistita da una  “interprete-medium”  che sosteneva di capire emozionalmente i traumi del passato.
E’ stato messo in evidenza un filmato in 3d realizzato dagli inquirenti  ma mai messo agli atti perché denso di errori. “Fu realizzato nella stanza di Meredith  e si vedono tre fantocci che aggrediscono la ragazza   inglese”, Sollecito ha spiegato poi  i particolari tecnici che sconfermano il filmato, inoltre la stanza della studentessa nella quale avrebbe dovuto   svolgersi un’orgia aveva degli  spazi molto piccoli, che bastavano a sufficienza   per  una sola persona.

Riguardo la mia domanda a Sollecito sulla trasmissione Storie Maledette di Franca Leosini, che ha suscitato polemiche riguardo l’intervista a Guede: “se avessimo parlato di quello che succedeva in tribunale nessuno avrebbe detto un’acca in favore di Guede”.

Romolo Ricapito all'incontro con Sollecito
Romolo Ricapito all’incontro con Sollecito
Secondo Sollecito. la trasmissione della Leosini ha di fatto ignorato o non messo in risalto alcuni punti cardine dell’inchiesta, cercando di mistificare la realtà.
“Non ce l’ho con Guede, per  me potrebbe stare anche in una comunità e  non in carcere”.
Sollecito: “Guede si è giustificato in tv dicendo di avere incontrato degli amici prima del  delitto, ma ciò è stato  smentito. Meredith non è stata rivestita dopo l’aggressione perché le macchie di sangue sul petto avrebbero  sporcato i vestiti .  Rudi poi fu condannato per furto e ricettazione: arrestato in Germania, aveva della refurtiva sottratta in un asilo, assieme a un coltello. Poi cicatrici di tagli  sulla mano, compatibili secondo una periziam con la pressione del manico di un coltello  all’interno della  stessa mano. Infine in una chat con un suo amico, prima di essere braccato, rivelò che Amanda era estranea al delitto. E che il tutto avvenne verso le 9-9.30 di sera, risultato veritiero dall’inchiesta. Inoltre Rudy a Storie Maledette non ha detto cose tanto innocue sul mio conto, perché ha sostenuto di avere visto nella  casa un ragazzo, non identificato, con accento pugliese”.

“Storie Maledette è stato lesivo della mia immagine : stiamo preparando un ricorso contro la Rai che ha avallato questa mistificazione”.

Raffaele Sollecito ha salutato i Radicali di Bari con i quali è da tempo i contatto accettando di aiutarli come testimonial per  migliorare le condizioni carcerarie, che il giovane ha denunciato come assurde e inappropriate, parlando anche dell’incontro in cella con un clochard straniero,  accusato ingiustamente,  secondo il suo parere, di un episodio di pedofilia.”Rinnovo il mio impegno soprattutto riguardo una riforma della carcerazione preventiva, che è un abominio e spesso tiene in carcere persone innocenti” ha concluso Sollecito.

Raffaele Sollecito al circolo Unione di Bari
Clelia Conte (direttrice di Gazzetta dal Tacco), intervenuta durante la serata, in un selfie con il giornalista Romolo Ricapito

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