Calcio: rivive la Leggenda Biancorossa con il libro appena pubblicato di Gianni Antonucci presentato alla Sala della Città Metropolitana

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di Romolo Ricapitoleggenda- biancorossa-antonucci-almanacco

22-12-2015: presentato presso la Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari in via Spalato il libro “Leggenda Biancorossa Almanacco 1908-2015, “La Bari” e  i suoi protagonisti” di Gianni Antonucci, Adda editore, 20 euro.

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                                              Enzo Tamborra

Enzo Tamborra, giornalista sportivo, ha parlato del volume di Antonucci come “regalo di Natale che il “professore” di storia del calcio   ha voluto realizzare per i posteri, assimilabile a un  “album  Panini dei tifosi del Bari”, includente le fotografie e i racconti con la storia e  tutti i protagonisti della squadra pugliese, soprattutto quelli rimasti nel nostro cuore.

Trattasi di giocatori bravi e “meno bravi“, i secondi si ricordano anch’essi con piacere e nostalgia anche per alcuni aneddoti particolari  che li vedono  legati  alla memoria
Un certo  Arnicari ad esempio non   rivestiva nessuna dote  particolare, pur essendo persona validissima. Non riusciva però  mai a segnare, mentre  il difensore  Fabio Ferri infortunatosi e trascinato in barella fuori dal campo, fu fischiato dai   tifosi che gli contestavano un’abilità di gioco insufficiente.

Applaudito in sala il presidente Gianluca Paparesta il quale ha introdotto a sua volta il nuovo socio Cosimo

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                                                       Gianluca Paparesta

Giancaspro, dunque l’allenatore   Davide Nicola e  quindi  Gaetano Campione, della redazione sportiva della Gazzetta del Mezzogiorno, infine l’editore Mario  Adda.

Presente anche l’assessore allo sport Pietro Petruzzelli . Salutati in sala numerosi ex calciatori come il brasiliano Gegè Jackson, Pasquale Loseto, Antonio Di Gennaro.
Gianni Antonucci ha ricordato l’imminente partita contro il Brescia, augurandosi la vittoria del Bari , mentre sul libro Paparesta ha detto “mi ha davvero colpito e faccio i miei complimenti sentiti al “professore” Antonucci, col quale tra l’altro ho collaborato come praticante di consulenza fiscale dopo avere conseguito la laurea”.
“Lavoro unico quello del volume stampato da Adda -ha aggiunto Paparesta-  che arricchisce il valore della nostra società calcistica: accurato, preciso, scorrevole, sfogliandolo si materializza il passato remoto e recente che ha fatto vibrare il cuore dei tifosi”.
E’ stato ricordato poi che Antonucci  si è prestato all’opera  a titolo gratuito, per pura passione alla fede “biancorossa”.
E quindi la parola finalmente  al protagonista, Gianni Antonucci: “dal punto di vista morale e dei sacrifici realizzare quest’opera mi è costato moltissimo e non pensavo neppure di riuscire a completarla. Essa si  ricollega ad altri almanacchi come quelli del Bologna, Inter, Torino, Genoa, ma con l’aggiunta di tutte le fotografie rare da me reperite nei decenni trascorsi e riguardanti i vari protagonisti”.
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Davide Ncola

L’almanacco dunque documenta l’evolversi della società barese che, ha ricordato il “professore”, non ha realizzato tantissimi   successi ma è risultata una  squadra amatissima in tutta l’Italia, come lo stesso autore ha riscontrato  viaggiando per proprio conto per  lavoro e verifiche fiscali , ritrovando a Jesi nomi come l’ex calciatore Di Benedetto oppure, durante un’altra  verifica nel 1961-62 per la società cinematografica Titanus, imbattendosi incredibilmente  in un ungherese , tale Gink, allenatore dimenticato che accanto al letto di morte conservava una rara fotografia , riprodotta nel libro appena edito.

Gaetano Campione di Antonucci ha detto che egli condivide con i giornalisti sportivi un lavoro invidiabile per dedizione ( avendo inoltre vissuto con il “professore”   l’elaborazione della nuova pubblicazione , facente seguito a numerose altre, tutte di successo, n.d.r)  .
Campione ha letto delle massime orientali (“vanno di moda i cinesi, ha aggiunto, riferendosi a nuovi ipotetici investitori   come Mister  Cheng, n.d. r)   come quella sull ‘uomo che fa molto e sbaglia molto, ma l’uomo che non fa niente non sbaglia mai, etc.
L’abilità di Gianni Antonucci e la sua nobiltà d’animo lo pongono  nei confronti del calcio barese, come un “cavaliere templare”, ossia custode della sacra memoria della squadra, che andrebbe celebrata e “conservata ” in un museo, purtroppo assente, perché mai realizzato .
L’assessore Pietro Petruzzelli ha parlato dello studio professionale del “professore” Antonucci come di un antro quasi cinematografico, aggiungendo che lo stesso  Antonucci potrebbe essere più presuntuoso e darsi arie per il suo grande  bagaglio di competenze , “ma rimane  invece persona delicata e rispettosa nell’interlocuzione con le persone”.
Pietro Petruzzelli
Pietro Petruzzelli

Petruzzelli ha ricordato quindi che il simbolo della squadra dal 1928 è il Galletto , come testimoniato dal Guerin Sportivo.

Dopo avere espresso la sua gratitudine a nome della cittadinanza al presidente Paparesta che “ha salvato il Bari non dal fallimento, ma dalla  scomparsa definitiva”, Antonucci è stato ricordato come eccellenza ancora presente sul territorio a fronte di nomi come Melchiorre, Maurogiovanni e Lavermicocca ormai passati a miglior vita.
Inoltre il “professore” “parla di calcio, ma in realtà si riferisce alla Storia della Città” – ha aggiunto Enzo Tamborra.
 “Passato  che vide alcune partite durante la guerra giocate col coprifuoco e il pericolo dei bombardamenti”.
L’editore Adda ha parlato di 100 copie del volume andate rapidamente esaurite  e di un prezzo “politico” (venti euro) a fronte di un libro in cartonato che racchiude sei mesi di lavoro indefesso.
Il professor Antonucci si è lasciato  andare ad  aneddoti e ricordi su vecchie partite giocate magari nel 1968, citando a memoria risultati e goleador.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, arrivato con ritardo per impegni istituzionali, ha rimarcato l’aneddotica che appassiona particolarmente Gianni Antonucci, ma che affascina anche lo stesso Emiliano, il quale  ha ricordato il padre scomparso e la sua militanza nel Bari.
“A quei tempi si giocava con spirito     sgombro da materialità”, così  si è espresso Emiliano , accennando a una comunità con proprie regole  morali che si relazionava in modo autentico con il prossimo.
“Il modo di concepire il rapporto con le regole e coi tifosi era più genuino “.
Michele Emiliano ha ricordato anche i suoi trascorsi come Procuratore della Repubblica ad Agrigento e una partita che il Bari vinse fuori casa con il Licata.
Del libro di Antonucci, infine, Michele Emiliano ha detto che è storia raccontata con oggettività contabile ma commovente, rammentando la figura di Tommaso Maestrelli, col quale fu imparentato, scomparso nel 1976 per  un male incurabile.
“Molti tecnici e calciatori estinti sarebbero felici di possedere questo libro” ha concluso Emiliano, con una nota un po’ malinconica.
Commozione ha destato la presenza del tifoso non vedente Enzo De Santis, che assistette  all’ultima partita allo Stadio San Nicola nel 1999 prima della sua sopravvenuta disabilità.
“Il libro è il regalo più bello che condivido con chi  soffre di questi miei problemi , ma si può amare lo  sport anche a occhi chiusi”.

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