USA: Nuovo capitolo di “Guerre Stellari”, incassi e polemiche

di Romolo Ricapito

Harrison Ford - 28 anni dopo Star Words in "Il risveglio della Forza"
Harrison Ford – 28 anni dopo Star Words in “Il risveglio della Forza”

Sono contento di vivere in Italia e non negli Stati Uniti d’America anche soltanto per un fatto: in attesa del nuovo capitolo di “Guerre Stellari” un manipolo molto folto di fans, dopo avere acquistato in anteprima il biglietto, si è accampato fuori dalle sale a Hollywood con due settimane di anticipo, senza nessuna necessità. Tende, materassi, baccanali e chi più ne ha ne metta. Una coppia ha organizzato un matrimonio-lampo : dopo una cerimonia fugace, entrerà nel cinema da marito e moglie.

Ingenuità, stupidaggini e colore in un paese che isola l’individuo: elaborando questi fatti, qualcuno ha commentato:” è puro piacere di stare insieme”. Ci si rifugia così nella fantasia per non guardare il presente: gli omicidi a sfondo razziale, le ingiustizie sociali, il troppo consumismo. Guerre Stellari (Star Wars) è una saga cinematografica che ha reso miliardari i suoi creatori.

Harrison Ford in Guerre Stellari (1987)
Harrison Ford in Guerre Stellari (1987)

Molto, o forse troppo sfruttata, rielabora i vecchi film d’avventura in chiave spaziale ed è stata derisa anche da Mel Brooks con l’esilarante Balle Spaziali(1987). Gli attori originali, che erano sconosciuti (Mark Hamill, Carrie Fisher, Harrison Ford) divennero popolarissimi dall’oggi al domani, ma solo il terzo (H. Ford) divenne un vero divo.Balle Spaziali

Adesso sfileranno invecchiati e bolsi davanti a fan nuovi e antichi all’anteprima del film, che sarà l’evento di dicembre nella cinematografia non soltanto americana, ma mondiale. Nonostante ciò questo nuovo capitolo, “Il Risveglio della Forza”, con uomini vestiti da robot (detti stormtrooper) che già sfilano sul tappeto rosso, i droidi robotici venerati e fotografati come santini e altre pacchianate del genere, regala soprattutto tanta malinconia. Desidero che si dia importanza a una forma di cinema più realistico, senza tutte le finte meraviglie di elaborazioni computerizzate miliardarie e grandi forzature generate dall’esigenza di riprodurre in serie una storia che diventa infinita nella sua assenza di limiti.

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